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Valcamonica, Ss42: dopo i lavori le polemiche

Alcuni abitanti delle zone interessate dai cantieri lamentano danni psicologici e alle abitazioni. Chiesti risarcimenti. In campo il Comune di Capo di Ponte.

(red.) Per quattro anni camion, escavatori e martelli pneumatici hanno rumorosamente divorato tonnellate di terra e roccia. Oggi, nelle gallerie dove per mesi sono state fatte saltare le mine, veicoli di ogni genere accarezzano l’asfalto nuovo e privo di sconnessioni.
Il cantiere non c’è più, ma le lamentele di chi per anni vi ha convissuto a fatica non si placano affatto. Infatti, ora che la statale 42 è stata finalmente aperta, emergono le preoccupazioni e le polemiche di chi ha dovuto sopportare per lungo tempo i disagi e i danni causati dai lavori. Crepe nei muri e nei pavimenti, distacco di intonaci, disagi psicologici per l’impossibilità di dormire e altre patologie.
Ad aprire la strada al torrente di polemiche che sta tumultuosamente investendo il nuovo tratto stradale, è stata la famiglia Dulia di Nadro di Ceto (nel bresciano), la cui abitazione si trova proprio a valle dell’imbocco della galleria Capo di Ponte, il tunnel che consente il passaggio bypassando l’abitato. Due settimane fa, la famiglia Dulia si è presentata all’inaugurazione della nuova arteria con una protesta pacificamente inscenata per rivendicare il proprio diritto ad essere risarciti.
La mobilitazione non è però rimasta un caso isolato, infatti, nei giorni successivi, in particolare nel Comune di Capo di Ponte, anche altre persone si sarebbero dette pronte a dare battaglia. Quindi, dopo l’inaugurazione, le ditte che hanno realizzato la maxi opera sono state “chiamate” a riparare i danni causati dal loro lavoro.
Non si tratterebbe solo di ripristinare i suoli invasi dai cantieri, quanto piuttosto di rimediare economicamente ai disagi, in particolare in località Sante e all’ingresso sud dell’abitato. Alcune persone hanno lamentato danni di natura psicologica, mentre altre stanno valutando con i tecnici come muoversi per le fessurazioni nelle loro case. A questi si aggiungerebbe il Comune di Capo di Ponte, proprietario del Graffiti Park, anch’esso lesionato dalle vibrazioni.
Il compito di risarcire i danni toccherebbe alle imprese, ma le procedure sono complicate e dall’esito incerto. Infatti, qualora non si dovesse trovare un accomodamento tra le parti in causa, si rischierebbe di finire in lunghi ed estenuanti processi. Per scongiurare questa ipotesi, sarebbero in corso alcuni incontri per valutare le rispettive posizioni e trovare soluzioni rapide e in grado di soddisfare le richieste dei cittadini.

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