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“Brebemi sia punto di sviluppo turistico”

Secondo un convegno organizzato alla Cattolica la nuova autostrada potrebbe essere determinante per lo sviluppo della pianura lombarda.

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(p.f.) Ben 114 comuni con grandi potenzialità turistiche poco utilizzate. E’  questo il quadro dell’area padana, compresa tra la bassa bresciana e il lodigiano, ad oggi. Storia, paesaggi, ricchezze naturali ed archeologiche, ma pochissimi alberghi, nessun museo, neanche un campeggio. Nel mezzo ci sono anche 17 Comuni bresciani, da Castel Mella a Orzivecchi. Tra poco più di un anno, però, qualcosa potrebbe cambiare.
Il vento del cambiamento si chiama Bre.Be.Mi.. “Le infrastrutture”, ha spiegato Luigi Morgano, direttore della sede di Brescia dell’Università Cattolica che ha promosso un convegno dedicato al potenziale turistico della pianura lombarda e l’opportunità di una nuova arteria autostradale, “sono funzionali allo sviluppo del potenziale turistico di un’area. Abbiamo dunque provato ad analizzare lo stato dell’arte, qual è il potenziale della pianura lombarda, come punto di partenza”. E il punto di partenza non è così buono. I 114 comuni considerati attirano insieme 350mila  visitatori all’anno, tanto quanto fa la sola Val d’Aosta. E considerare veri turisti chi alloggia in una delle cento strutture ricettive (per un totale di 3.467 posti letto), è abbastanza improprio.
L’identikit del visitatore medio è infatti quello del commesso viaggiatore, dell’insegnante o dello straniero, che si appoggiano ad alberghi o bed & breakfast per pochissimi giorni, in attesa di una sistemazione meno provvisoria.  “Probabilmente solo il 20% dei visitatori”, ha spiegato Guido Lucarno, docente dell’Università Cattolica che ha condotto l’indagine sul potenziale turistico della pianura padana insieme alla professoressa Gabriella Amiotti, “si può considerare un turista proprio”. La Bre.Be.Mi., dunque, può essere una chiave di volta per trasformare anche la pianura lombarda in un polo d’attrazione turistico.
“Questa autostrada”, ha commentato l’assessore regionale Margherita Peroni, “fino ad ora è stata considerata come un’opera che distrugge aree di terreno fertile. Ma per incentivare il turismo, asset fondamentale per far ripartire l’economia, dobbiamo rendere accessibili le nostre ricchezze. Il nuovo tratto autostradale può essere letta in quest’ottica”. Non bisogna, dunque, perdere l’occasione. “Serve però una regia”, ha spiegato il ministro Lorenzo Ornaghi, che ha concluso il convegno, “da affidare sicuramente alle istituzioni locali, per mettere insieme i diversi protagonisti, orientarli, fare sistema. La nuova autostrada potrà essere così promotrice dello sviluppo economico, turistico, ma anche socio-culturale”.

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