Anas senza soldi, a gara la gestione della A21

L’annuncio è di Mario Ciaccia, viceministro alle Infrastrutture. La società non può pagare i 250 milioni di euro necessari per subentrare nella concessione.

(red.) Le concessioni dell’autostrada A21 Piacenza-Cremona-Brescia verranno messe a gara. L’Anas, la società che attualmente le detiene, non ha infatti la possibilità di pagare il subentro.
L’annuncio è stato dato da Mario Ciaccia, viceministro alle Infrastrutture, su Affari e Finanza del quotidiano Repubblica, nel comunicare lo sblocco per la Tem (Circonvallazione esterna di Milano), per la Brebemi e per la Pedemontana lombarda.
La concessione doveva essere messa a gara già nel marzo 2010, in vista della scadenza nel settembre dell’anno successivo. Ma nulla si è mosso e la società non ha le risorse necessarie al pagamento dei 250 milioni di euro necessari per subentrare nella concessione.
In vista c’è la gara di appalto nella quale un socio di maggioranzaprivato potrebbe affiancare gli azionisti pubblici di Centro Padane, tra cui figurano anche la Provincia di Brescia e di Cremona, i maggiori azionisti cone, rispettivamente, il 22,999% e il 15.536% delle quote.
Ciaccia ha anche precisato che “Nei tre Cipe che abbiamo tenuto tra dicembre e aprile sono stati messi in campo 25 miliardi di euro, finanziamenti precisi, non campati per aria”. Tra questi interventi c’è anche “l’asse alta velocità Treviglio Brescia, 2 miliardi, il terzo valico dei Giovi con 1,8, il Mose con 600 milioni, la linea C della metropolitana di Roma e così via. E’ chiaro che ci sono opere che proseguono e altre per le quali debbono essere fatti progetti e gare, ma adesso tutti sanno che i finanziamenti ci sono”.
“Per trasparenza e chiarezza le singole opere, i tempi e le cento norme che abbiamo cominciato a disegnare per facilitarle”, ha poi spiegato il viceministro, “li abbiamo inserti in un sito web (http://cantieri. mit. gov.it) consultabile da chiunque e che verrà mano mano arricchito. In totale sono 57 miliardi di euro che non si discutono più”.

 

 

 

 

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