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Tav Treviglio-Brescia, opera in bilico

A rischio i fondi per la tratta dell'Alta Velocità. Incerto il reperimento dei soldi necessari ad avviare i lavori. Martedì la discussione in Commissione Bilancio.

(red.) Non sono buone nuove quelle che riguardano il tratto di Tav fra Treviglio e Brescia. Mancano i fondi  e l’opera è a rischio.
Nonostante le rassicurazioni di qualche settimana fa da parte del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, che, interpellato sulle misure della legge di stabilità, aveva spiegato che non ci sarebbero stati tagli per le opere come il ponte sullo Stretto di Messina o il tratto dell’Alta Velocità Treviglio-Brescia, la realtà sembra invece ben diversa.
Al lanciare l’allarme sulle difficoltà, tutte di carattere finanziario, in cui incorre la realizzazione è l’onorevole Antonio Borghesi (Idv), membro della Commissione bilancio alla Camera dei Deputati e professore di logistica che, sulle pagine del Corriere della Sera, ha spiegato che, sebbene nominalmente i fondi siano stati predisposti, il problema reale è costituito dalla effettiva disponibilità degli stessi che, in una contingenza di crisi economica come quella attuale, vengono centellinati.
Se, da un lato, viene ricordato dall’esponente dell’Italia dei Valori, il tratto Milano-Treviglio è stato completato con uno stanziamento di 760 milioni di euro, incerto risulta il reperimento dei fondi per l’aggancio con Brescia.
Non solo, un articolo della manovra finanziaria (il 32), prevede la possibilità che i fondi per le opere pubbliche “non vincolanti” (cioè laddove non sia stato indetto ancora l’appalto dei lavori o l’avvio del cantiere) possano essere revocati. Una possibilità che, allo stato attuale, è ben più che una mera ipotesi per l’avvio dell’Alta Velocità in terra bresciana.
E’ in corso una dura battaglia tra il ministero dei Trasporti e quello del Tesoro sul tema dei finanziamenti, che verrà discusso martedì in sede di Commissione bilancio.
Intanto, si sono levati gli scudi, bipartisan, da parte dei politici bresciani che hanno annunciato mobilitazioni congiunte a sostegno dell’infrastruttura, considerata decisiva per lo sviluppo del Bresciano.

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