Morti bianche, febbraio mese “nero”

Sono 26 infatti le vittime sul lavoro in questo periodo. A Brescia record negativo con tre decessi dall'inizio dell'anno. L’agricoltura il settore più toccato dal fenomeno.

(red.) Un mese senza tregua per gli incidenti mortali sul lavoro. Sono 26 infatti a febbraio le vittime registrate dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering. Un’esistenza spezzata per quasi ogni giorno del mese più breve dell’anno; l’ennesima conferma ad un’emergenza che appartiene purtroppo alla quotidianità del sistema produttivo del Paese. E nel primo bimestre del 2013 sono 49 i lutti rilevati sui luoghi di lavoro.
Rispetto ai primi due mesi del 2012 gli esperti di Vega Engineering segnalano un decremento della mortalità pari al 25,8 per cento (erano 66 lo scorso anno). Ma la flessione della mortalità deve essere necessariamente posta anche in  relazione alla diminuzione degli occupati negli ultimi due anni.
Intanto nel nostro Paese sebbene si lavori sempre meno si continua a morire. Ed è sempre l’agricoltura il settore più vicino alla tragedia. Nei campi si registra il 35,2 per cento delle vittime. Segue quello dell’edilizia (23,6 per cento). E anche le cause più diffuse di morte nei luoghi di lavoro sono sempre le stesse. Così la caduta dall’alto nei primi due mesi dell’anno ha provocato il 24,6 per cento degli infortuni mortali, mentre nel 19,1 per cento dei casi la morte è stata la conseguenza del ribaltamento di un veicolo/mezzo in movimento. Ma anche il decesso per schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti contribuisce a comporre il tragico bollettino delle morti bianche (16,5 per cento dei casi).
La Lombardia la regione più colpita in termini numerici con 10 vittime, seguita dall’Emilia Romagna con 8 incidenti mortali, dalla Calabria (6), da Sicilia e Piemonte (5) e dal Veneto (4).
Osservando l’indicatore del rischio, ovvero l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a condurre le fila in questo primo bimestre 2013 è la Calabria (con un indice di incidenza pari a 10,4 contro una media nazionale di 2,1); il secondo posto spetta al Molise (9,3) e il terzo all’Emilia Romagna (4,1). Sopra la media nazionale anche gli indici di Lombardia, Piemonte, Liguria e Sicilia. (Tutti i dati sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com).
Guardando alle classifiche provinciali sono Brescia, Ferrara e Cosenza ad emergere con il dato peggiore di tutto il Paese con 3 morti bianche seguite da Agrigento, Reggio Calabria, Frosinone, Palermo, Salerno, Bergamo (con 2 vittime). Ma le incidenze più preoccupanti vengono rilevate a Ferrara (18,8), ad Agrigento (15,8) e a Cosenza (14).
Tre le donne che hanno già perso la vita al lavoro in questo primo bimestre 2013 (9 le donne decedute nel corso del 2012).
La fascia d’età più coinvolta nell’emergenza morti bianche è quella che va dai 55 ai 64 anni e nella quale si registra il maggior numero di vittime (13 su 49), seguita da quella che va dai 35 ai 44 anni (12 casi). E’ invece la fascia d’età degli ‘over 65’ quella a maggior rischio di mortalità considerando la popolazione lavorativa. Il venerdì il giorno più luttuoso per il mondo del lavoro con il 24,5 per cento dei casi di morte.

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