Industria bresciana, la produzione cresce: +2,1% nel secondo trimestre 2026

Il Made in Brescia conferma la sua tenuta nonostante le tensioni internazionali. Streparava: “Pesa il rialzo delle materie prime”

Brescia. La manifattura bresciana continua a mostrare segnali di solidità.
Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale ha registrato un incremento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando la capacità delle imprese del territorio di reggere in uno scenario ancora segnato da tensioni geopolitiche e incertezze sui mercati.
Il dato emerge dall’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al periodo aprile-giugno. Rispetto al trimestre precedente, la crescita della produzione si è attestata all’1,4%, mentre il tasso acquisito per il 2026, ovvero la variazione media annua che si avrebbe in assenza di ulteriori cambiamenti, è pari al +3,4%.
«Quanto registrato tra aprile e giugno certifica una non scontata capacità di tenuta del Made in Brescia di fronte alle forti tensioni geopolitiche che da alcuni mesi caratterizzano lo scenario globale», ha sottolinea il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava. Resta però l’incognita dei costi: “Il rialzo delle materie prime incide inevitabilmente sulle marginalità delle imprese».

II trimestre industria 2026 Brescia

A trainare la crescita sono soprattutto le realtà di maggiori dimensioni, che nel trimestre hanno segnato un aumento della produzione del 3,6%. Positive anche le imprese micro (+1,8%), piccole (+1%) e medie (+0,8%).
Tra i settori più dinamici spiccano legno e minerali non metalliferi (+5,8%), metallurgia (+3,5%) e sistema moda (+2,4%). Più contenuti gli incrementi di chimica, gomma e plastica (+1,9%) e meccanica (+0,8%), mentre l’alimentare registra una lieve flessione (-0,6%).
Resta sotto osservazione il fronte dei costi. Il 62% delle imprese ha segnalato un aumento dei prezzi di acquisto delle materie prime e dei semilavorati industriali, con una crescita media del 5,1% rispetto al trimestre precedente, un livello che riporta ai rialzi registrati nel 2022.
Sul fronte occupazionale, la cassa integrazione ha coinvolto l’11% delle imprese industriali bresciane, con un’incidenza sulle ore lavorabili pari all’1,6%, un dato che secondo l’indagine non evidenzia al momento particolari tensioni.
Guardando ai prossimi mesi prevale un clima di fiducia: il saldo tra imprese ottimiste e pessimiste sulle prospettive produttive è pari a +23%, mentre il 56% degli operatori prevede una sostanziale stabilità dei volumi.

 

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