Imprese bresciane: gli under 30 e gli over 60 sono oltre un quarto dei dipendenti

L’HR Dashboard di Confindustria Brescia fotografa il mondo del lavoro provinciale. Crescono le politiche intergenerazionali, welfare aziendale medio a 645 euro per addetto.

Brescia. Nelle imprese bresciane gli under 30 rappresentano il 17,9% della forza lavoro, mentre gli over 60 incidono per il 9%. Complessivamente, le fasce d’età all’inizio e alla fine della carriera lavorativa costituiscono il 26,9% dei dipendenti.
È uno dei dati principali emersi dall’edizione 2026 dell’“HR Dashboard”, il rapporto realizzato dal Centro Studi di Confindustria Brescia che analizza l’evoluzione del mercato del lavoro e delle politiche di gestione delle risorse umane nelle aziende del territorio.
L’indagine ha coinvolto 164 imprese bresciane per un totale di circa 21mila addetti e mette in evidenza come la sfida demografica stia influenzando sempre più le strategie aziendali.
Per quanto riguarda i lavoratori più giovani, le iniziative più diffuse sono il mentoring e l’affiancamento intergenerazionale, adottati dal 63% delle aziende con personale under 30, seguiti dai programmi di formazione e onboarding dedicati (61%) e dai percorsi di crescita professionale (59%). Le imprese risultano inoltre più concentrate sulla fidelizzazione dei giovani già presenti in azienda che sull’attrazione di nuove risorse dall’Italia o dall’estero.
Sul fronte degli over 60, la misura maggiormente adottata è la flessibilizzazione dell’orario di lavoro, presente nel 63% delle aziende interessate. Seguono le strategie per favorire il ricambio generazionale dopo il pensionamento e gli interventi di adattamento organizzativo ed ergonomico delle postazioni di lavoro.
Lo studio dedica spazio anche al welfare aziendale. Nel 2025 il valore medio del cosiddetto “welfare on-top”, erogato direttamente dalle aziende ai dipendenti, ha raggiunto i 645 euro per lavoratore, con importi differenziati in base alla qualifica professionale.
Per la prima volta l’indagine ha inoltre quantificato il valore economico dei buoni pasto. In provincia di Brescia il ticket medio si attesta a 7,3 euro al giorno, che su base annua supera i 1.500 euro di valore complessivo.

Fabrizio Vicari

«I dati confermano la capacità delle imprese bresciane di affrontare con responsabilità e visione le grandi trasformazioni del mercato del lavoro», sottolinea Fabrizio Vicari, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega alle Relazioni industriali e all’Organizzazione, evidenziando il crescente impegno delle aziende su formazione, welfare, qualità del lavoro e trasferimento delle competenze tra generazioni.
Nel 2025 il tasso di turnover volontario si è attestato al 6,5%, in lieve crescita rispetto al 6,2% dell’anno precedente, mantenendosi comunque su livelli superiori al periodo pre-pandemia. Il tasso medio di assenza dal lavoro è stato invece del 7,5%, con differenze significative tra operai, impiegati e quadri e tra lavoratori uomini e donne.

 

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