Manifattura Brescia-Bergamo in frenata: ricavi giù, ma le imprese restano solide

I primi 200 gruppi industriali dei due territori registrano nel 2024 una flessione dei ricavi e dei margini, ma la patrimonializzazione e la liquidità restano punti di forza. Investimenti e internazionalizzazione preparano la ripresa attesa per il 2026.

Brescia-Bergamo. La manifattura di Brescia e Bergamo ha chiuso il 2024 con una nuova battuta d’arresto, dopo il calo già registrato nel 2023.
I primi 200 gruppi industriali, cuore della produzione locale, hanno segnato ricavi complessivi pari a circa 44 miliardi di euro, con un fatturato in calo del 2,4% rispetto al 2023, e un Margine Operativo Lordo (MOL) in contrazione dell’8,4%, soprattutto per la siderurgia e la metalmeccanica, settori chiave della manifattura locale. La siderurgia in particolare ha registrato un MOL in caduta del 56,8%, con il differenziale ROI-ROD negativo, trascinando verso il basso i risultati dell’intero comparto.
Nonostante la flessione dei ricavi e dei margini, le imprese mantengono una solida patrimonializzazione, con il 54,6% del capitale investito coperto da mezzi propri, e una liquidità sufficiente a coprire investimenti e rimborsi di debito. Questo equilibrio finanziario rappresenta un punto di forza del tessuto industriale bresciano e bergamasco, capace di resistere anche in contesti globali incerti.
Il settore industriale si caratterizza per un’elevata proiezione internazionale, con il 65% del fatturato derivante dall’export, e per una forte capacità di innovazione. Tuttavia, l’internazionalizzazione porta con sé sfide crescenti: il rallentamento della domanda in Germania e Cina, i dazi commerciali e l’aumento dei costi energetici rendono i mercati esteri un terreno più complesso da navigare. Gli Stati Uniti restano un mercato solido, seppur con segnali di rallentamento.
Gli investimenti nel 2024 hanno mostrato un incremento del 7,6%, segnale positivo di fiducia e programmazione, ma molti gruppi hanno rinviato, ridotto o rivisto i piani a causa delle incertezze geopolitiche e normative. La direzione privilegiata degli investimenti resta l’efficienza interna, la digitalizzazione e la diversificazione dei mercati, in linea con la crescente attenzione a innovazione e sostenibilità.
Secondo i presidenti di Confindustria Brescia e Bergamo, Paolo Streparava e Giovanna Ricuperati, le aziende locali continuano a resistere, ma servono interventi rapidi e chiari sul fronte dell’Industria 4.0, dei costi del lavoro e della realizzazione del Pnrr, per permettere un’inversione di tendenza. L’adozione di nuovi modelli di business e l’attenzione alla solvibilità dei clienti sono elementi strategici per affrontare la concorrenza internazionale crescente.
Le prospettive per il 2025 indicano ricavi sostanzialmente stabili (+0,3%) e MOL leggermente in calo (-0,8%), con profonde differenze settoriali. Il 2026, invece, viene visto come l’anno della possibile ripresa: circa l’85% dei gruppi industriali si attende una crescita moderata dei ricavi e dei margini, tra lo 0 e il 5%.

 

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