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Automotive, un progetto per abbattere la rumorosità negli impianti industriali

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(red.) Rendere le automobili ancora più silenziose, ma non solo. Perché, a beneficiare della nuova ricerca di quattro atenei italiani, guidate dall’Università Cusano, sarà l’industria tout-court. Grazie infatti a un importante finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, Unicusano, Politecnico di Milano, le Università di Roma Tor Vergata e Università di Genova metteranno appunto delle innovative ruote dentate, più efficienti, leggere e durature, in grado di abbattere drasticamente la rumorosità negli impianti industriali e nei veicoli. Anche in quelli elettrici perché tali componenti sono largamente adottati in tutte le trasmissioni, proprio come il cambio di un’auto.

 “Trovarsi in ambienti più silenziosi – spiega il prof. Oliviero Giannini, vicepreside di Ingegneria presso l’Unicusano e coordinatore del progetto – significa più comfort per tutti, sia che si viaggi a bordo di un automobile sia, a maggior ragione, che si lavori in uno stabilimento industriale dove, spesso, la rumorosità è molto elevata”.

“Ci facciamo forse poco caso, ma le ruote dentate sono presenti ovunque: dai riduttori degli impianti eolici  per connettere la pala eolica con l’alternatore al cacciavite elettrico di casa fino ai giocattoli dei nostri figli”.

 

Quanto questo studio sia importante per il futuro della ricerca e della progettazione industriale, è lo stesso comitato tecnico-scientifico del Mur a sottolinearlo premiando, con un importante finanziamento, la proposta progettuale dei quattro atenei. Si tratta del PRIN, acronimo per “Progetti di interesse nazionale”, l’asse principale di finanziamento della ricerca di base da parte del Ministero: in ambito ingegneristico, su 300 domande presentate, l’Unicusano insieme ai partner è stata fra le pochissime ad accedere ai fondi.

Lo studio punta il focus sulle tecniche innovative di modellazione del funzionamento degli ingranaggi, ricerca avviata da Unicusano insieme a Tor Vergata in cui sono stati sviluppati dei modelli chiamati “multibody”, pseudo rigidi, che hanno già dato esiti positivi alla soluzione di problemi piani. Ora questo tipo di metodologia sarà esteso ad altre tipologie di ingranaggi quali ruote a denti elicoidali e ruote coniche. L’apporto dell’Università di Genova sarà dato dallo sviluppo di modelli pseudo-flessibili basati su una “component mode syntesys”, mentre il Politecnico di Milano porterà avanti la sperimentazione per la verifica dei modelli sviluppati, con test su alcune ruote dentate per la trasmissione di potenze fino a 100 KW: potenza, questa, installata per un grosso condominio.

“Si tratta di un progetto di ricerca di base che non prevede lo sviluppo prototipi – specifica il professor Giannini – ovvero occorreranno altri step intermedi prima di arrivare a una ricaduta industriale. Siamo fiduciosi che la strada intrapresa sia quella giusta e che, nel medio periodo, arriveranno le prime sperimentazioni in ambito industriale e automobilistico grazie a partnership con aziende presenti in Italia”.

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