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Feralpi, il bilancio 2020 batte il Covid: 1,23 miliardi di fatturato

Per il gruppo siderurgico della famiglia Pasini EBITDA a 73,7 milioni di euro, utile netto a 5,45 milioni e investimenti per 55,6 milioni. Sono state prodotte 2,49 milioni di tonnellate di acciaio.

(red.) Il Gruppo Feralpi archivia un 2020 in utile nonostante l’impatto della pandemia da Covid19 che ha imposto, in Italia, un lockdown tra marzo ed aprile. Il gruppo siderurgico, tra i leader in Europa nella produzione di acciai per edilizia e acciai speciali, ha chiuso il consolidato in utile con fatturato e produzioni in tenuta rispetto ad un buon 2019. Anche i margini restano positivi, pur risentendo del periodo di fermo produttivo imposto dalle misure governative di contrasto alla pandemia.
Il Gruppo – informa una nota – ha incrementato le risorse destinate agli investimenti per dare continuità all’attuazione di un piano industriale di sviluppo nel segno della progressiva decarbonizzazione ed efficientamento dei processi produttivi. Essi sono finalizzati non solo a raggiungere la massima efficienza, ma anche a contribuire alla decarbonizzazione dell’attività produttiva, riducendo consumi ed emissioni anche grazie allo sviluppo di nuovi modelli di economia circolare per concretizzare una climate strategy capace di coniugare competitività, rispetto dell’ambiente e delle persone.

“Il 2020 non può certo essere definito un anno come tutti gli altri”, commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi, “a causa di una pandemia globale che ha sconvolto vite, imprese e mercati. In questo scenario, dopo aver messo in sicurezza le nostre persone, aver saputo ridurre al minimo l’impatto sul Gruppo è stato determinante per essere pronti ad intercettare quella ripresa che stiamo vivendo. Green New Deal europeo e PNRR italiano in direzione Agenda 2030 stanno innescando una rivoluzione nelle nostre città e non solo. Perché la transizione verde sia tangibile e possa generare effetti concreti è necessario l’acciaio che è al centro tanto delle smart city quanto della mobilità del futuro. Sono proprio i due mercati in cui Feralpi agisce”.
“La transizione”, aggiunge il presidente di Feralpi, “non si ferma all’esterno, ma permea l’impresa, ne indirizza la strategia di sviluppo. Per questo in Feralpi integriamo la sostenibilità nel business, fissiamo KPIs in chiave Esg e lavoriamo per un miglioramento continuo anche delle performance ambientali e sociali. Per farlo investiamo in tecnologie, in ricerca e sviluppo e – nonostante la crisi pandemica – non abbiamo mai smesso di farlo”.

I dati del bilancio
Il consolidato 2020 di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio Ricavi Netti pari a 1.238 milioni di euro contro i 1.302 milioni del 2019 (-4,9% a/a). Si conferma la forte predisposizione verso i mercati al di fuori dell’Italia. La quota di Ricavi generati all’estero è stata pari al 62%, quindi in linea con quanto registrato l’anno precedente. Dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per 55,2 milioni di euro, contro i 53,9 milioni del 2019, l’EBITDA rimane positivo (73,7 milioni di euro) nonostante l’impatto dell’emergenza pandemica. Anche il risultato netto rimane positivo con 5,45 milioni di euro. Il patrimonio netto consolidato è cresciuto ulteriormente, passando da 509,5 milioni di euro a 520,8 milioni di euro. Sono state prodotte 2,49 milioni di tonnellate di acciaio (-0,3% a/a).

Alla voce Posizione Finanziaria Netta, il consolidato 2020 riporta un incremento da 134,9 a 145,9 milioni euro dovuto al consolidamento di Caleotto avvenuto
nell’anno 2020. Infatti, nel mese di marzo 2020 la controllata Acciaierie di Calvisano Spa ha acquisito il restante 50% della partecipazione in Caleotto Spa, divenendo socio unico del gruppo Caleotto-Arlenico. Al netto di questo effetto, il Gruppo ha realizzato una generazione di cassa netta pari a circa 35,0 milioni di euro.

Bilancio Feralpi 2020

Gli investimenti
Gli investimenti tecnici di periodo salgono a 55,6 milioni di euro in linea con il piano industriale che si basa su quattro pilastri strategici (pieno potenziale del business, internazionalizzazione, sostenibilità e innovazione, rafforzamento del modello operativo) e sui sette pilastri della strategia di sostenibilità (contribuire alla riduzione dei consumi e degli impatti; moltiplicare gli utilizzi della materia; sviluppare un’offerta di qualità; gestione etica del business; valorizzazione delle persone; inclusione e sviluppo territoriale; cultura del lavoro ed educazione dei giovani).

Ciò conferma che, pur in un contesto di incertezza dettato dall’emergenza pandemica, la Società procede nell’attuazione del piano industriale che pone tra i propri pilastri sia l’incremento della produttività – tanto nella business unit degli acciai per l’edilizia quanto in quella degli acciai speciali – sia il raggiungimento di KPI ambientali sempre più ambiziosi al fine di coniugare la competitività con la riduzione degli impatti diretti e indiretti dell’attività produttiva. Sono infatti proseguiti i progetti di efficientamento energetico, sia relativamente all’ottimizzazione dei consumi di energia elettrica, sia di gas naturale.
Per ottimizzare il consumo energetico e ridurre contestualmente le emissioni di CO2, in linea con quanto previsto nel Green new Deal europeo, la Società è impegnata nello sviluppare progetti di ricerca a supporto dei processi produttivi, volti ad aumentare l’efficienza energetica e ridurre impatti ed emissioni, in un’ottica 4.0 anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ed in partnership con Centri di Ricerca e università internazionali.

Nel corso dell’anno si è anche conclusa la fase sperimentale di utilizzo, all’interno del processo fusorio del forno elettrico, nell’impianto di Lonato del Garda, di tecnopolimeri (prodotto con plastica recuperata del riciclo urbano non riutilizzabile e destinata alla discarica) in sostituzione del carbone e dei suoi derivati. Così facendo si contribuisce a contrastare il climate change con la riduzione delle emissioni di CO2. Dal 2021, col passaggio alla fase industriale, si evita il consumo di circa 4.000 tonnellate di carbone, riducendo le emissioni di CO2 di circa 2000 tonnellate l’anno, contribuendo alla decarbonizzazione del processo produttivo.
Si muove lungo la stessa direzione la progressiva sostituzione di lubrificanti a base minerale, con prodotti a base di oli vegetali, totalmente biodegradabili. In chiave
circolare, è inoltre proseguito l’utilizzo di manufatti prod otti con l’uso di residui aziendali, o di sottofondi e asfalti realizzati con scoria nera prodotta dal processo siderurgico.

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Sul fronte degli investimenti verso un rafforzamento ed integrazione della filiera interna negli acciai ad alto valore aggiunto tra Acciaierie di Calvisano (acciaieria) e Caleotto (laminazione) è nato il progetto Quality Integration. Sono state attivate azioni per il miglioramento degli impianti, assieme alle pratiche operative e all’implementazione di sistemi di simulazione e controllo Industria 4.0.
Tra queste, il testing per sviluppo nuove qualità acciaio, lo sviluppo impiantistico dei laminatoi con il trattamento termomeccanico (Caleotto), l’implementazione di sistemi software in logica Industria 4.0 per monitoraggio e controllo dell’intera filiera produttiva. E ancora, lo sviluppo di sistemi di misura lungo tutta la filiera produttiva per la riduzione al minimo della difettosità e l’implementazione di sistemi di tracciatura continuativa dei prodotti.
Sul versante degli acciai per l’edilizia, nel corso del 2020, lo stabilimento di Presider, società del Gruppo che è leader nella lavorazione dell’acciaio destinato anche alle grandi opere realizzate nel mondo, è stato oggetto di un importante intervento che, dalla logistica interna ai nuovi impianti 4.0, ha completamente ridisegnato il proprio assetto.
Nell’ultima parte dell’anno, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le proprie posizioni di leadership nel business degli acciai per l’edilizia, il Gruppo Feralpi ha investito per avviare la conversione del business nello stabilimento di Nave (Bs) che è passato proprio a Presider che potrà così intercettare al meglio tutte le opportunità che deriveranno dal rilancio delle opere infrastrutturali grazie anche agli obiettivi ed alle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund europeo.

I dipendenti
Dal punto di vista occupazionale, il Gruppo è passato da 1.570 a 1.710 dipendenti (+8,9% a/a) grazie sia a nuove assunzioni (+12,5% a/a) sia all’ingresso di Caleotto nel perimetro del Gruppo. Il 98% è assunto a tempo indeterminato. Oltre 1.000 dipendenti sono stati coinvolti in attività ed iniziative di salute e benessere.

La Green finance strategy
La nota della società informa che Feralpi adotta una strategia circular & environment linked anche sul fronte finanziario. Nel 2020 è stata avviata un’attività di scouting che ha portato, nel 2021, alla creazione e sottoscrizione con Intesa Sanpaolo il primo Circular economy-linked Interest Rate swap per un importo di 40 milioni di euro. Si è trattato di una novità assoluta nel mercato italiano, che consente a Feralpi di ampliare le strategie di hedging collegandole a sistemi di incentivazione Esg.
Tra i Kpi individuati, la riduzione di emissioni di CO2 per tonnellata prodotta, l’incremento di fornitori italiani classificati con criteri Esg, l’aumento della percentuale di rifiuti recuperati rispetto a quelli smaltiti ed il rafforzamento del modello 231 per rendere sempre più solida la corporate governance.

Giovanni Pasini Feralpi

La dichiarazione volontaria consolidata di carattere non  finanziario
Nel segno della continuità e della trasparenza, Feralpi presenta, assieme al bilancio consolidato 2020 di Gruppo, la Dichiarazione Volontaria Consolidata di carattere Non Finanziario (DNF) redatta ai sensi del D.Lgs. 254/2016. Pur non rientrando tra le aziende obbligate a redigere una DNF, il Gruppo ha ritenuto necessario continuare ad anticipare l’allineamento al Decreto Legislativo per fornire ai propri stakeholder elementi comparabili e per favorire una sempre maggiore trasparenza sulle tematiche sociali e ambientali, oltre che economiche.
Il documento, così come l’intera strategia di sostenibilità di Gruppo, si innesta attraverso la lettura degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che indicano chiaramente un percorso virtuoso che anche l’industria è chiamata a concretizzare.
Nel 2020 il Gruppo Feralpi ha generato un valore aggiunto globale lordo pari a 178,5 milioni di euro (di cui 80,4 milioni di euro erogati a tutte le persone impiegate nel Gruppo), mentre il valore aggiunto globale netto è stato di 124,7 milioni di euro.
Il fatturato riconosciuto ai fornitori locali è stato del 27%. Il contributo a sostegno delle comunità territoriali ha superato i 4 milioni di euro.
Sul fronte ambientale, il 93% della produzione deriva da acciaio riciclato e sono stati avviati al recupero l’83% dei rifiuti. Nel 2020 la produzione di rifiuti derivanti dal processo siderurgico è stata del -6,3% rispetto all’anno precedente. Le emissioni dirette e indirette (Scope 1 e 2) sono diminuite del -5,9% rispetto al 2019.

Il Gruppo Feralpi
Il Gruppo Feralpi è tra i principali produttori siderurgici in Europa (1,30 mld di euro di fatturato, oltre 1700 dipendenti diretti) ed è specializzato nella produzione di acciai destinati sia all’edilizia sia ad applicazioni speciali. Dalla capogruppo Feralpi Siderurgica, fondata nel 1968 a Lonato del Garda (Brescia), un percorso di crescita ha dato vita ad un Gruppo internazionale, diversificato e verticalizzato a monte e a valle della filiera produttiva e di commercializzazione. Il Gruppo Feralpi è tra i leader sul mercato nazionale ed europeo nella produzione di tondo per cemento armato in barre, vergella liscia e nervata, tondo ribobinato, trafilato e rete elettrosaldata.
La missione che si propone Feralpi non è soltanto quella di produrre i migliori acciai per l’edilizia, ma di farlo nel modo più sostenibile possibile, ovvero abbattendo i consumi e le emissioni utilizzando le migliori tecnologie disponibili grazie ad un’intensa attività interna di innovazione e ricerca.

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