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Salta la trattativa con i cinesi, niente vendita per il gruppo Iveco

Cnh Industrial non cederà la produzione dei mezzi pesanti su gomma al gigante industriale asiatico Faw Jiefang. La società controllata dalla Exor della famiglia Agnelli procederà allo scorporo delle attività.

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(red.) La trattativa è saltata e Cnh Industrial non venderà il gruppo Iveco al gigante industriale cinese Faw Jiefang e neppure una quota dei motori Fpt Industrial. La società controllata dalla Exor , holding finanziaria olandese della famiglia Agnelli, procederà – informa una nota – con “i piani esistenti in vista della separazione delle attività On-Highway nella prima parte del 2022”. In questo settore il gruppo è convinto che ci siano spazi di crescita, cioè “significative opportunità per sviluppare il proprio business On-Highway come fattore di accelerazione nell’attuazione di soluzioni e infrastrutture per trasporti sempre più sostenibili, in linea con le ambizioni del Green Deal dell’Unione Europea”.
Tra le ragioni della rottura l’insufficiente valutazione economica dell’offerta, ma forse anche l’ipotesi di un ricorso del governo al Golden power, ventilato nelle scorse settimane dal ministro Giorgetti.
Iveco possiede un importante stabilimento in via Volturno a Brescia, erede dello storico impianto della Om, che impiega 1.600 addetti della linea Eurocargo, attualmente in solidarietà, più altri 150 dipendenti nella linea minibus. Soddisfazione per la trattativa saltata hanno espresso i sindacati dei lavoratori che non si fidavano dell’opzione cinese e anche sabato hanno espresso la convinzione che il gruppo Iveco debba restare italiano.
“Accogliamo con favore e valutiamo positivamente la notizia”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Il governo italiano ha seguito con attenzione e attiva discrezione tutta la vicenda perché ritiene la produzione di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale. Il Mise, a questo punto, è pronto a sedersi al tavolo per intervenire per tutelare e mantenere questa produzione in Italia”.

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