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Maffoni (FdI): “Il caso Iveco ci fa capire che servono nuove politiche industriali”

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(red.) Nelle scorse ore il portale di notizie Bloomberg ha riportato l’ufficialità dello stop alle trattative tra CNH, controllante del marchio Iveco, e la cinese Faw. Secondo i media però – scrive in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Gianpietro Maffoni – non vi è stata alcuna rinuncia definitiva da parte del colosso asiatico, ma pare che il ritiro sia dovuto alla sostanziale differenza di valutazione tra l’offerta e la domanda.
“Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia che garantirebbe ancora l’ ”italianità” dell’azienda, tuttavia siamo convinti che la strada da fare sia ancora molta”, sostiene Maffoni. “Il punto non è solo evitare che le aziende italiane finiscano in mano di concorrenti stranieri, ma che queste aziende siano altresì in condizioni di poter preparare piani industriali adeguati al momento difficile che ogni attività sta vivendo”.
“Nel caso Iveco pare che la trattativa sia naufragata perché l’offerta cinese, pari a 3,5 miliardi di euro, è stata ritenuta troppo bassa. Tuttavia nulla è ancora escluso ed è per questo che bisogna pensare a nuove politiche industriali coordinate dallo Stato che permettano alle aziende italiane di rifiutare le offerte economiche straniere ma che aiutino a rilanciare quelle troppe attività che non sono in grado di rilanciare le proprie produzioni” conclude Maffoni.

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