Le caratteristiche del ptfe e i settori di maggior utilizzo

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    (red.) Caratterizzato da una notevole resistenza alle alte temperatura, il ptfe può essere usato tra i 200 gradi sotto zero e i 260 gradi centigradi senza rischiare la combustione trattandosi di un elemento non infiammabile. Va detto, comunque, che anche a 260 gradi non si riscontrano decomposizioni significative, che invece cominciano oltre i 400 gradi. Resistente rispetto ai gas e agli acidi più aggressivi, questo materiale non viene intaccato dai solventi, dagli alcali o dagli acidi: solo il fluoro allo stato gassoso e i metalli alcalini allo stato fuso sono in grado di attaccarlo. In virtù delle sue proprietà interessanti in termini di resistenza termica e fisica e per le sue caratteristiche di plasticità il ptfe si presta a una grande varietà di applicazioni: per esempio le guarnizioni per pistoni, le fasce elastiche, le boccole, gli isolatori, i rivestimenti protettivi, i giunti di espansione per i tubi, le sfere per le valvole, i premi stoppa, gli anelli e le guarnizioni.


    Le proprietà isolanti
    Stiamo parlando di un ottimo isolante, come dimostrano anche i tubi in ptfe di Unigasket, con un coefficiente di conducibilità che resta sempre lo stesso anche al variare delle temperature. Vale la pena di menzionare, poi, il coefficiente di attrito dinamico contenuto e le notevoli proprietà elettriche e dielettriche. Il ptfe non contamina e non è tossico; non subisce alterazioni dai microrganismi e non ha sostanze estraibili. Insapore e inodore, vanta una resistenza al vuoto tale da prevenire qualunque fuoriuscita di gas. A prescindere dalla destinazione di utilizzo, poi, il ptfe non si deteriora nel corso del tempo e non invecchia, resistendo peraltro ottimamente ai raggi ultravioletti.


    I principali settori di utilizzo
    Nel settore industriale elettrico, il ptfe viene sfruttato per le sue proprietà isolanti, mentre in ambito meccanico vi si ricorre come ingrediente supplementare al lubrificante usato per le catene di trasmissione delle moto. Le potenziali applicazioni sono numerose, alcune delle quali davvero sorprendenti: basti pensare che lo stadio di Monaco di Baviera, l’Allianz Arena, è dotato di una copertura esterna che è rivestita da centinaia di cuscini pneumatici realizzati proprio in ptfe, che si illuminano con colori diversi in base alle squadre che scendono in campo. Dei tubi in ptfe si è già detto, ma vale la pena di citare anche il settore industriale che si occupa della produzione delle trafile che sono destinate alla realizzazione della pasta: ebbene, la parte trafilante degli inserti che conferisce ai vari formati di pasta il loro aspetto peculiare e di colore giallo è proprio in ptfe.


    Il ptfe in ambito informatico e… musicale
    Vista la versatilità di questo materiale, non stupirà scoprire che esso viene adoperato addirittura in ambito musicale, e in particolare in liuteria: vi si ricorre, infatti, come additivo per la costruzione di capotasti sintetici in grafite, in modo che fra il capotasto e le corde l’attrito sia minimo. Ancora, i giunti in vetro smerigliato ottengono la tenuta necessaria grazie a un film di ptfe, che assicura che le parti non si separino. Nel settore informatico, sono di ptfe i piedini di rimpiazzo dei mouse, che in questo modo non patiscono la frizione e l’attrito sui tappetini. Ancora, si ritrova il ptfe nei tergicristalli delle macchine; in versione espansa, il materiale permette di realizzare membrane non riassorbibili che i dentisti adottano per gli interventi di rigenerazione ossea guidata.


    Dalle padelle alle macchine
    Non tutti sanno che il famigerato teflon che ricopre le superfici delle padelle antiaderenti non è altro che il ptfe: è grazie a questo materiale, dunque, che si può evitare che gli alimenti aderiscano al fondo e si attacchino mentre vengono cotti. Dalla cucina al settore automotive, il ptfe nei motori serve a limitare l’attrito del cambio.


    Le caratteristiche più interessanti del materiale
    Il ptfe è molto resistente al fuoco e insolubile in acqua, oltre che in qualunque altro solvente organico. Non propaga la fiamma ed è antiaderente: al momento non si conoscono adesivi che siano in grado di incollare il materiale. Dotato di uno dei coefficienti di attrito meno elevati nel novero dei prodotti industriale, il ptfe affianca alla scorrevolezza superficiale la capacità di non alterare i fluidi con cui entra in contatto: una caratteristica che viene sfruttata, tra l’altro, per i fluidi ultrapuri.


    Le tante versioni del ptfe
    Ci sono diverse tipologie di ptfe sul commercio: quello vergine, quello rigenerato, quello caricato e quello modificato. Quest’ultima versione, in particolare, è destinata ai corpi delle valvole e ai raccordi ultrapuri, ed è stata messa a punto per una resistenza più elevata e per una migliore capacità di tenuta. Il ptfe rigenerato, invece, è impiegato per risparmiare, visto che ha un prezzo inferiore a quello vergine. Infine, il ptfe caricato non è altro che una versione vergine a cui si aggiunge un riempitivo che serve ad accrescere la resistenza complessiva del materiale.

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