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Brescia, fatture “gonfiate”: 17 persone indagate

Si tratta di commercianti, piccoli imprenditori ed amministratori di società che avrebbero indebitamente percepito ristori dallo Stato maggiorati rispetto ai reali profitti.

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(red.) Sono 17 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Brescia per fatture “gonfiate” relative al 2019 con l’obbiettivo di ottenere la copertura finanziaria delle banche a favore di quelle aziende colpite dalla crisi legata alla pandemia del 2020.
Secondo le indagini, i 17 indagati avrebbero (complessivamente) percepito indebitamente oltre 150 mila euro: attraverso l’autodichiarazione avrebbero presentato una falsa dichiarazione dei redditi indicando una maggiorazione dei profitti, così da poter ottenere, nell’anno successivo, un ristoro più alto dallo Stato.

Gli indagati sono commercianti, piccoli imprenditori, professionisti, gestori di società, tutti accusati di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.
In un primo tempo la procura aveva chiesto il sequestro del denaro indebitamente ottenuto, il gip aveva però rigettato la richiesta, ed il  Riesame aveva poi respinto il ricorso presentato successivamente dalla procura. La Cassazione, però, qualche settimana fa, aveva accolto il nuovo ricorso dei giudici bresciani e la conclusione delle indagini.

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