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Brescia calcio, il patron Cellino di nuovo in aula

Mercoledì il presidente delle rondinelle in tribunale: il gip ha chiesto lo stop alle indagini su presunti reati fiscali, di diverso avviso la Procura.

(red.) Il tribunale del Riesame di Brescia, lo scorso 29 aprile, al quale si era rivolto il magistrato che aveva chiesto, dopo un’indagine fiscale della Guardia di Finanza, l’arresto del presidente del Brescia calcio, Massimo Cellino, e il sequestro di oltre 50 milioni di euro a carico anche della moglie di Cellino e della segretaria, aveva detto “no” all’arresto e decretato il sequestro di “solo” 664 mila euro di sequestro preventivo dei beni a carico dello stesso patron.

Ora Cellino sarà di nuovo in aula mercoledì 6 ottobre per un’udienza in cui il gip deve decidere sulla proroga delle indagini a carico del presidente delle rondinelle e, anche, della rieletta sindaco di Torbole Casaglia, Roberta Sisti.

L’accusa, per il presidente biancoblù è quella di reati fiscali: Cellino, secondo la Procura di Brescia, avrebbe realizzato reddito in Italia, ma con la residenza formale all’estero. Sisti, invece, deve rispondere di turbata libertà degli incanti nell’ambito della cessione dell’area in cui è stato realizzato il centro sportivo del Brescia calcio.

Il gip Cristian Colombo si era già opposto alla richiesta di proroga delle indagini e ridimensionato il quadro accusatorio nei confronti di Cellino. La Procura, dal canto suo, si è invece opposta alla decisione di non prorogare i termini per le indagini.

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