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Muore dopo intervento al neo, medico bresciano venerdì dal gip

Il chirurgo Oneda cercherà di difendersi: non avrebbe asportato il neo, ma si sarebbe occupato della ferita.

(red.) Nella giornata di domani, venerdì 23 aprile, si terrà l’interrogatorio di convalida per il medico bresciano Paolo Oneda finito in carcere a Canton Mombello per omicidio volontario con dolo eventuale. Si trova dietro le sbarre dall’altro giorno, da martedì 20, quando all’esterno dell’ospedale di Manerbio gli è stata notificata l’ordinanza del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Genova per la morte della 40enne Roberta Repetto. E oltre a lui, ma a Genova, sarà interrogato anche il “santone” Paolo Bendinelli punto di riferimento del centro olistico Anidra, in Liguria.

Proprio qui, secondo l’accusa, nell’ottobre del 2018 la donna era stata operata per l’asportazione di un neo dalla schiena. Poi le condizioni della 40enne erano peggiorate ricevendo il “consiglio” di usare tisane e fare meditazione. Ma il medico bresciano intende difendersi dicendo di essersi mosso non per asportare il neo, ma per mettere mano alla ferita.

E lui stesso sostiene di aver spesso invitato la donna a svolgere un esame istologico, ma lei si sarebbe rifiutata. Insieme a Oneda e Bendinelli, ma per un’altra inchiesta, è indagata a piede libero anche la psicologa bresciana Paola Dora per violenza sessuale e circonvenzione di incapace.

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