La Finanza nella sede del Brescia e in casa di Cellino a Padenghe

I militari delle Fiamme Gialle sono alla ricerca di documenti sull'attività del patron della squadra di calcio. Perquisizioni anche in Sardegna e a Torbole Casaglia

(red.) All’alba di venerdì 19 febbraio è scattata una perquisizione della Guardia di Finanza negli uffici della sede del Brescia Calcio in via Solferino, nell’abitazione utilizzata dal patron della squadra di calcio cittadina, Massimo Cellino, a Padenghe sul Garda e nella sede di società in Sardegna riconducibili alla famiglia Cellino.
Si tratta, a quanto si apprende, di un’inchiesta della Procura di Brescia per reati fiscali nella quale Cellino risulta iscritto nel registro degli indagati. I militari delle Fiamme gialle avrebbero acquisito documenti sulle attività dell’imprenditore. Secondo notizie di stampa al patron del Brescia calcio sarebbe stata contestata anche un’evasione per diversi milioni di euro.

Ma l’indagine è complessa e si muove su più piani: i finanzieri si sono recati anche a Torbole Casaglia per investigare sull’acquisto da parte di Cellino dell’area pubblica nella quale è sorto il centro sportivo della squadra.
Per il reato di turbata libertà degli incanti risulta indagata anche il sindaco di Torbole Roberta Sisti insieme con i membri della giunta comunale  che hanno seguito la vicenda.

“Sono sorpresa e amareggiata per quanto sta accadendo in queste ore con l’apertura di una indagine della Procura sul centro sportivo del Brescia”, è stata la dichiarazione consegnata dalla sindaca ai giornali. “Dal primo giorno in cui la giunta che ho l’onore di guidare come sindaco si è insediata al governo di Torbole Casaglia qualcuno ha cercato di gettare fango su noi amministratori ed il nostro operato”.

La notizia si è diffusa alla vigilia della partita con la Cremonese e ha suscitato preoccupazione nell’ambiente biancazzurro. “Gli accertamenti riguardano la mia persona”, scrive Cellino in un comunicato pubblicato sul sito del Brescia Calcio, “la società non è coinvolta. Voglio tranquillizzare i nostri dipendenti e i tifosi, fermo restando che sono convinto di aver sempre agito nel pieno rispetto della legge”.

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