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Revenge porn contro una dottoressa bresciana, dieci indagati

La procura ha chiuso le indagini ed è pronta a chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli accusati chiamati in causa.

(red.) Nei giorni precedenti a mercoledì 9 dicembre il pubblico ministero di Brescia titolare dell’inchiesta sulla diffusione di video hot che immortalano una dottoressa bresciana di 40 anni in atteggiamenti molto intimi ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini. In tutto sono dieci gli indagati, tutti accusati di revenge porn, il reato di diffusione di immagini e video che devono restare privati. In effetti la donna aveva inviato quel materiale a un uomo con il quale aveva avuto una relazione, scoprendo poi in seguito che quelle immagini erano state diffuse a numerosi contatti bresciani, ma anche in tutta Italia e persino all’estero e su siti pornografici.

Ma non si parla solo dei video, bensì anche di riferimenti anagrafici che riconducevano alla donna. Una situazione che aveva portato anche lo studio privato in cui la dottoressa lavorava a licenziarla per un danno di immagine. Tra i dieci indagati, otto sono uomini e due donne che si scambiavano quel materiale a luci rosse attraverso le chat di Whatsapp e Telegram. La maggior parte di loro abita nel bresciano, ma c’è anche un agente delle forze dell’ordine residente nel torinese, un altro a Bologna e uno a Roma.

L’accusa aggravata è a carico, ovviamente, dell’uomo che per primo ha diffuso e reso virali quei video. Tutti i dieci indagati hanno tempo venti giorni per farsi interrogare o presentare una memoria difensiva prima che l’accusa proceda con le eventuali richieste di rinvio a giudizio.

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