Coronavirus e inchieste, magistrati di Brescia e Bergamo: “Servono rinforzi”

Al tribunale di Bergamo sarà presentato anche il report dell'Oms sull'Italia "impreparata contro l'epidemia".

(red.) Ieri, giovedì 10 settembre, al tribunale di Bergamo si è svolta la cerimonia di insediamento del nuovo procuratore Antonio Chiappani, proveniente dal palazzo di giustizia di Brescia. E l’evento ha dato l’occasione allo stesso magistrato, insieme al procuratore generale di Brescia Guido Rispoli e al presidente della Corte d’Appello bresciana Claudio Castelli di sottolineare la situazione delle inchieste connesse alla pandemia sanitaria. I magistrati saranno attesi da una grande mole di lavoro per accertare la verità e le responsabilità per quanti hanno perso la vita, soprattutto tra le province di Brescia e Bergamo.

Ma allo stesso tempo chiedono anche rinforzi. Tanto che i tre rappresentanti dei tribunali bresciano e orobico parlano di un distretto al momento con organico ridotto all’osso. E la stessa procura di Bergamo, nell’ingente lavoro che sarà chiamata a svolgere sul fronte delle responsabilità per le morti da Covid-19, troverà di nuovo anche il comitato “Noi Denunceremo”. Dopo i numerosi esposti presentati, ora annunciano anche di portare il report con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo scorso 13 maggio, poi scomparso un giorno dopo, aveva sottolineato come l’Italia non fosse preparata all’epidemia.

Mentre un membro del Comitato tecnico scientifico avrebbe dichiarato che non esisteva alcun piano pandemico al 31 gennaio 2020. “Noi Denunceremo” ha anche annunciato di voler presentare in procura la relazione con cui il generale Lunelli ha sostenuto che 10 mila delle 35 mila vittime in Italia per il coronavirus potessero salvarsi se il piano anti pandemico fosse stato aggiornato.

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