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Caso camici in Lombardia, si valuta rogatoria su conto in Svizzera di Fontana

Gli inquirenti vogliono cercare di risalire al conto del governatore sul quale sono presenti oltre 5 milioni di euro.

(red.) Dal punto di vista politico il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana era stato “salvato” al Pirellone nei giorni precedenti a giovedì 10 settembre da una mozione di sfiducia, presentata dalle minoranze, ma respinta nel momento in cui la maggioranza ha fatto quadrato intorno al presidente. Ora per lo stesso governatore arrivano nuovi elementi nell’ambito dell’inchiesta (è indagato anche lo stesso governatore, con il cognato, con l’ex direttore generale della centrale acquisti Filippo Bongiovanni e un altro dirigente) aperta dalla procura di Milano sull’affidamento all’azienda del cognato, la Dama Spa, di una fornitura di 75 mila camici e altri dispositivi di protezione individuale durante l’emergenza pandemica sanitaria.

Nelle ore precedenti a giovedì 10 è emerso che gli inquirenti meneghini intendono avviare una rogatoria in Svizzera dove il presidente Fontana ha un conto da 5,3 milioni di euro e resi noti al Fisco italiano nel 2015 con la voluntary disclosure e legato a conti di due trust alle Bahamas aperti dalla madre. E su un altro fronte si stanno analizzando le chat presenti sul telefonino sequestrato ad Andrea Dini, cognato del governatore, in cui ci sarebbero numerose conversazioni con la sorella (moglie di Fontana) per le sorti dell’azienda.

Proprio la moglie del governatore possiede una quota del 10% della Dama Spa, mentre gli inquirenti stanno cercando di capire i movimenti nel momento in cui la fornitura da mezzo milione di euro, scoperto il potenziale conflitto di interessi, si era trasformata in una donazione. Che il cognato presidente avrebbe cercato di compensare con un bonifico da 250 mila euro che la Banca d’Italia aveva segnalato alla Guardia di Finanza e proprio alla procura.

In seguito la Dama, sfumata quella fornitura, avrebbe cercato di puntare su altri contratti per incassare dalle vendite dei camici sia a livello di Regione, sia per il Pio Albergo Trivulzio. Gli inquirenti vogliono cercare di risalire al conto del governatore in Svizzera e capire se anche lo stesso presidente Fontana possegga delle quote nella ditta del cognato.

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