Delitto Fantoni, perizia: assassino era capace di intendere e di volere foto

E' stata depositata la perizia che certifica come Andrea Pavarini fosse lucido al momento di uccidere la donna.

(red.) Lo scorso 25 gennaio, quando ha ucciso a calci e pugni e poi strangolato la sua vittima, dopo non essere riuscito a violentarla, Andrea Pavarini era capace di intendere e di volere. E ora potrebbe anche essere in grado di seguire il processo nei suoi confronti. E’ quanto emerge dalle conclusioni di una perizia psichiatrica depositata nelle ore precedenti a martedì 28 luglio al giudice delle indagini preliminari Carlo Bianchetti per il delitto di Francesca Fantoni.

L’omicidio si era consumato in un parco pubblico di Bedizzole e ora l’assassino, anche alla luce della perizia, può essere processato ed è accusato di violenza sessuale e omicidio volontario con l’aggravante di aver commesso il delitto di sera, in una zona appartata e contro la donna che presentava un ritardo a livello cognitivo.

Il 32enne inizialmente aveva negato, ma poi aveva confessato nell’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto avvenuto tre giorni in seguito al delitto. Il prossimo 17 settembre si chiuderà l’incidente probatorio per dare il via al rinvio a giudizio e al processo.

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