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Fatture false, riciclaggio e banche truffate: 22 indagati

Il gruppo avrebbe operato sul lago d'Iseo, tra Brescia e Bergamo, creando società estere per evitare il Fisco.

(red.) Nelle ore precedenti a venerdì 17 luglio la procura di Brescia ha fatto notificare un atto di chiusura delle indagini a carico di 22 persone che risultano indagate nell’ambito di un’inchiesta che comprende presunte fatture false, truffe ai danni delle banche e società aperte all’estero per evitare il Fisco. Dell’indagine dà notizia il Giornale di Brescia segnalando come nel calderone siano finiti imprenditori e professionisti accusati di diversi reati tributari e non solo. I 22 avrebbero fatto parte di un gruppo attivo sul lago d’Iseo, tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo.

Loro sarebbero i responsabili di 15 milioni di euro di fatture false emesse sulla base di operazioni inesistenti e altri 2,5 milioni distratti dai fallimenti. Metà di loro sono accusati di associazione a delinquere con l’aggravante del reato transnazionale per aver creato e gestito tramite prestanome diverse società estere e italiane. In particolare, un 54enne domiciliato a Capriano del Colle avrebbe controllato le società che emettevano le fatture false, un altro avrebbe rivenduto prodotti acquistati in nero o derivanti da canali poco trasparenti.

C’è spazio anche per un commercialista, con precedenti, che per conto del gruppo avrebbe scritto bilanci e documenti fiscali falsi. Documenti che venivano poi usati da due amministratori di un’azienda dichiarata fallita nel 2015 per ricevere denaro per oltre 2 milioni e mezzo di euro dagli istituti di credito ai quali è stato riconosciuto il danno. Nell’ambito degli indagati, ci sono anche due di Gussago accusati anche di riciclaggio usando fatture false su conti esteri dai quali arrivava il denaro.

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