Corruzione, revocati domiciliari a due carabinieri indagati

Chiuse le indagini sui presunti regali incassati da due militari per controlli più morbidi sulle attività.

(red.) Nelle ore precedenti a sabato 4 luglio sono stati notificati gli avvisi di chiusura delle indagini nell’ambito dell’inchiesta per, tra le altre cose, la corruzione con cui erano finiti nei guai anche due carabinieri, attualmente sospesi dal servizio. I due, che facevano parte del Nucleo Ispettorato del Lavoro, si sono anche visti revocare gli arresti domiciliari ai quali erano stati sottoposti. Con loro, altri due, di cui un ex carabiniere e il titolare di un locale in piazza Arnaldo a Brescia, erano già tornati in libertà dopo la decisione del tribunale del Riesame.

L’accusa formulata dalla procura a carico dei due carabinieri tornati in libertà da poche ore è di aver reso più morbidi una serie di controlli in cambio di denaro. Le accuse per le quali i due militari – ora sospesi – dovranno rispondere in vista del processo vanno dalla corruzione, all’induzione alla corruzione, falso, rivelazione di segreto d’ufficio e truffa aggravata.

Ma sul fronte della corruzione, i due carabinieri avevano negato ogni accusa nel ricevere denaro in cambio di controlli più lievi nelle attività di ristorazione. Devono anche rispondere del fatto di aver chiesto rimborsi indebiti nello svolgimento del loro servizio.

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