Commercio di vini farlocchi, una cantina abusiva in Valtrompia

Un operaio bresciano incensurato aveva trasformato il proprio seminterrato. Nel mirino anche false recensioni.

(red.) L’indagine era partita nell’ottobre del 2018 dal magistrato di Brescia Erika Battaglia nel momento in cui erano arrivate alcune segnalazioni di vini non di qualità rispetto all’etichetta. E in effetti si trattavano di prodotti contraffatti. Un’inchiesta che poi si è allargata in tutta Italia, tanto che nelle ore precedenti a mercoledì 1 luglio si sono mossi anche i carabinieri del Nas di Firenze e quelli di Brescia. E nove persone sono finite nel registro degli indagati tra le province di Avellino, Barletta Andria Trani, Como, Foggia, Pisa, Prato, Roma e proprio Brescia.

Al centro dell’indagine, si parla di numerose bottiglie di vino con etichette (contraffatte) di marchi prestigiosi, ma che in realtà contenevano prodotti mediocri. Nel bresciano la truffa è partita dalla Valtrompia e proprio qui un operaio incensurato aveva trasformato il proprio seminterrato di casa in una cantina abusiva. Sono state sequestrate numerose bottiglie, materiale da confezione, scatole con marchi di note casa vitivinicole e prodotti legati soprattutto a vini toscani, piemontesi e champagne.

L’inchiesta era partita nel momento in cui anche al noto ristoratore Carmine Pasquariello, a Brescia, era arrivata l’offerta di far giungere vini particolari da parte di un cliente. Ma lo stesso titolare aveva capito che si trattava di un raggiro. L’indagine ha coinvolto anche l’Interpol, visto che le bottiglie contraffatte venivano commercializzate anche all’estero a prezzi di concorrenza tramite contatti diretti e aste online. Si è anche scoperto che due operai bresciani finiti tra gli indagati si occupavano, con falsi account, di scrivere false recensioni sui prodotti che venivano venduti.

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