Delitto di Esine, per l’assassino si valuta la legittima difesa

Ieri l'interrogatorio in collegamento dal carcere. L'accusato ribadisce di aver agito cercando di difendersi.

(red.) Per Bettino Puritani, l’uomo di 53 anni che si trova detenuto nel carcere di Canton Mombello a Brescia con l’accusa di tentato omicidio per aver ucciso a colpi di roncola l’amico e convivente Vincenzo Arrigo a Esine, in Valcamonica, potrebbe non esserci alcuna conseguenza dal punto di vista giudiziario. Ieri, giovedì 4 giugno, dall’istituto di pena l’uomo, difeso dall’avvocato, si è collegato con il tribunale per essere interrogato dal giudice delle indagini preliminari Lorenzo Benini.

Ribadendo di aver agito per difesa, a confermare questa dinamica ci sarebbero anche le immagini riprese da una telecamera e un testimone che ha detto di aver visto Puritani essere inseguito dalla vittima armata di roncola. A questo punto il giudice potrebbe valutare la legittima difesa che cambierebbe le carte in tavola.

Non a caso il legale del detenuto ha chiesto una misura meno pesante del carcere visto che non ci sarebbero pericoli di fuga e nemmeno di reiterazione del reato. Nella giornata di oggi, venerdì 5 giugno, il giudice dovrebbe decidere se far restare l’uomo dietro le sbarre o concedere una misura alternativa.

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