Zona rossa nella bergamasca, magistrato: “Era decisione del Governo”

Ieri è stato sentito il governatore Fontana. Nei prossimi giorni il leader degli industriali lombardi Bonometti.

(red.) Nelle settimane precedenti alla fine di maggio il dibattito in Lombardia ha riguardato i numerosi decessi avvenuti nelle case di riposo, la mancata chiusura dell’ospedale di Alzano Lombardo dopo i primi contagi della fine di febbraio e la mancata zona rossa proprio tra Alzano Lombardo e Nembro, nella bergamasca, sul modello Codogno. Nella giornata di ieri, venerdì 29 maggio, in procura a Bergamo, dopo l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, è stato sentito il governatore Attilio Fontana come persona informata dei fatti. E al termine dell’incontro con il magistrato Maria Cristina Rota che indaga, quest’ultima, all’esterno del tribunale e interpellata dai giornalisti ha sottolineato come “da quel che ci risulta, istituire la zona rossa nella bergamasca era una decisione governativa“.

Per quanto riguarda il governatore, ha detto di non aver mai ricevuto pressioni proprio sul non istituire la “chiusura” dell’area orobica colpita dai contagi. E su questo fronte nei giorni successivi sarà sentito anche il presidente della Confindustria Lombardia, il bresciano Marco Bonometti. Ma ieri è emersa anche una polemica politica da parte del senatore della Lega Matteo Salvini a proposito di far lavorare il presidente lombardo invece di convocarlo “per fargli dire cose che ha già detto”. E da questo punto di vista dalla procura bergamasca è giunta una nota.

Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti – si legge – facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione”. Ora, visto che la zona rossa viene ritenuta come responsabilità governativa, la procura di Roma potrebbe prendere in carico una parte del fascicolo bergamasco per sentire membri dell’esecutivo.

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