Regali in cambio di controlli morbidi, i due carabinieri negano

Nell'udienza di convalida hanno smentito di aver ricevuto qualsiasi benefit in cambio degli avvisi sulle ispezioni.

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(red.) Nella mattina di ieri, lunedì 18 maggio, sono stati interrogati dal giudice Christian Colombo i due carabinieri, un ex e l’imprenditore che erano finiti in manette con le accuse a vario titolo di corruzione, concussione, rivelazione d’atti d’ufficio e truffa. Si trattava dell’udienza di convalida nei confronti di un militare del Nucleo ispettorato del Lavoro dei carabinieri di Brescia e di un collega, ma anche di un ex militare ora attivo nella sicurezza nel lavoro e del titolare del locale Belle Epoque di Brescia.

L’accusa rivolta ai due carabinieri è di aver incassato dei regali a fronte di controlli meno rigidi o avvisando i destinatari dell’attività di ispezione che sarebbe avvenuta. Questi episodi sarebbero avvenuti tra l’ottobre del 2018 e l’aprile del 2019, tra le altre cose non segnalando la carenza di igiene all’interno di un locale.

Ma i due carabinieri, che erano stati arrestati e posti ai domiciliari dalla Guardia di Finanza, hanno negato qualsiasi addebito. E sulla stessa onda anche gli altri due arrestati, di cui il titolare del locale a due passi da piazza Arnaldo che ha chiesto di vedersi revocati i domiciliari.

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