Test sierologici, inchiesta in Lombardia sull’affidamento a Diasorin

Un'azienda concorrente ha presentato un esposto e si è rivolta al Tar. Intanto è caos sulla delibera approvata.

(red.) Quella di ieri, martedì 12 maggio, è stata una giornata impegnativa per la Regione Lombardia nel momento in cui la giunta ha approvato la tanto attesa delibera che consente alle aziende e ai cittadini di rivolgersi a laboratori privati per sottoporsi ai test sierologici ed eventualmente anche ai tamponi. Ma proprio nelle stesse ore in cui è stata licenziata la delibera, si è avuta notizia dalla procura di Milano di un’inchiesta aperta sull’affidamento diretto da parte del Pirellone alla Diasorin per la fornitura dei kit con i quali svolgere i test sierologici. Infatti, un’azienda concorrente aveva presentato un esposto e si è rivolta anche al Tar in attesa che il tribunale amministrativo decida come la vicenda sui tanto agognati test debba andare avanti.

Di certo, come è emerso dalla seduta della giunta regionale di ieri, le aziende che riprenderanno a lavorare e quindi interessate a capire lo stato di salute dei propri dipendenti, ma anche i liberi cittadini, dovranno pagare di tasca loro i test sierologici da svolgere con un laboratorio autorizzato o accreditato. Tuttavia, il prezzo non è stato definito e potrebbe essere ogni singolo laboratorio a indicare la cifra. Nel caso in cui qualche cittadino o addetto dovesse aver sviluppato gli anticorpi, sarà necessario sottoporsi anche al tampone per capire se si è ancora positivi al coronavirus. E in questo caso il trattamento diagnostico costerà non più di 62 euro, sempre a carico dell’azienda o del cittadino.

L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, nel presentare l’iniziativa, ha ribadito che l’intenzione è quella di permettere, a chi intende essere rassicurato, sul proprio stato di salute legato all’epidemia e senza intralciare il percorso pubblico dei tamponi. Dalla Regione Lombardia fanno anche sapere che le aziende interessate a sottoporre all’indagine epidemiologica (con i test sierologici) i propri dipendenti dovranno acquistar anche il 10% dei tamponi in rapporto al personale. In ogni caso la delibera non ha mancato di provocare polemiche, dal consigliere regionale Massimo De Rosa a quello del Partito Democratico Gianantonio Girelli.

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