Pranzi, cene e vino per controlli morbidi a bar e ristoranti

Due militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro (ai domiciliari) accusati anche di aver manomesso rapporti.

(red.) Non denaro (al momento non è stato appurato dagli investigatori), ma pranzi, cene e bottiglie di vino regalate a quei due militari per controlli più morbidi o farsi avvisare nel caso dell’arrivo delle forze dell’ordine. Ci sono questi elementi nell’inchiesta della procura di Brescia e condotta dal pm Ambrogio Cassiani che ha portato all’arresto ai domiciliari di due carabinieri e altrettanti imprenditori (uno è un ex carabiniere).

L’indagine era partita nel 2019 nel momento in cui era stato appurato qualcosa di sospetto all’interno del Nucleo ispettorato del Lavoro di Brescia di cui i due militari fanno parte. E ieri, martedì 12 maggio, i carabinieri e la Guardia di Finanza sono entrati in azione per notificare le ordinanze di custodia cautelare. I due militari infedeli sono accusati di corruzione, concussione, rivelazione d’atti d’ufficio e truffa, insieme a un altro ex carabiniere e ora imprenditore nel campo della sicurezza del lavoro e al titolare del “Belle Epoque” di Brescia.

Sarebbero stati registrati una ventina di episodi con il transito di regali e benefit, mentre i due carabinieri son anche accusati di truffa ai danni dello Stato per aver manomesso alcuni rapporti sui servizi di lavoro svolti e quindi incassare delle indennità. I quattro arrestati saranno interrogati dal giudice e dal pm nelle ore successive a mercoledì 13 maggio.

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