Tangenti per ampliare discarica Taranto, sequestro a società bresciana

Sequestro di 28 milioni a Linea Ambiente. L'ex procuratore avrebbe versato mazzette a ex presidente Provincia.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 7 maggio, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto, applicando le norme sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo su quote sociali, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 28,3 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Taranto Vilma Gilli, su proposta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto procuratore Enrico Bruschi, rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’operazione “T-REX”.

Questa aveva già portato all’esecuzione di ordinanze cautelari nei confronti di sette persone, tra imprenditori e pubblici ufficiali, a vario titolo coinvolti in reati di corruzione e turbata libertà degli incanti ravvisati nelle procedure amministrative per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica in contrada Torre Caprarica del Comune di Grottaglie, gestita dalla società bresciana Linea Ambiente. Le indagini avevano fatto emergere che un imprenditore locale, attivo nel settore dei rifiuti, aveva stipulato con la società lombarda contratti risultati poi gonfiati allo scopo di costituire fondi neri in parte da destinare ai pubblici ufficiali corrotti. In tal modo la società bresciana proprietaria della discarica aveva ottenuto l’autorizzazione all’ampliamento che aveva fruttato ricavi per poco meno di tre milioni al mese, per un ammontare complessivo pari a circa 26 milioni di euro in nove mesi.

La società tarantina, invece, aveva incamerato illeciti profitti derivanti dai contratti parzialmente inesistenti per un ammontare complessivo di circa due milioni di euro in poco più di anno. I beni sequestrati costituiscono, dunque, l’illecito profitto derivante dai reati commessi dai legali rappresentanti protempore e dagli altri indagati nell’interesse e a vantaggio delle due società che sono state iscritte nel registro degli indagati.

Le operazioni di sequestro sono state eseguite, oltre che nel territorio jonico, anche nelle province di Milano e Brescia con la collaborazione dei rispettivi Nuclei di Polizia Economico Finanziaria. Proprio sul fronte bresciano, si fa riferimento all’ex procuratore speciale di Linea Ambiente Natalino Roberto Venuti che avrebbe pagato le tangenti all’allora presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano per incassare il via libera ad ampliare la discarica di Grottaglie. La società bresciana è tra le realtà indagate perché non avrebbe impedito all’allora procuratore speciale di dare le presunte mazzette per l’operazione.

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