Scomparsa Bozzoli, chiesto rinvio a giudizio del nipote Giacomo

Sarebbe l'unico esecutore materiale del delitto. Chiesta l'archiviazione per l'altro nipote e i due operai.

(red.) Nella giornata di ieri, martedì 24 marzo, il procuratore generale di Brescia Marco Martani ha chiesto un rinvio a giudizio e altre tre archiviazioni nell’ambito della scomparsa dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli l’8 ottobre del 2015, nel bresciano. Quella sera il titolare della fonderia era sparito nel nulla e di lui non si hanno avuto più elementi che potessero far capire cosa gli sia successo. A distanza di cinque anni dall’accaduto, la vicenda è pronta per finire in tribunale.

La procura generale, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio di Giacomo Bozzoli, uno dei nipoti dell’imprenditore. E’ accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e distruzione di cadavere. Al contrario, per l’altro nipote Alex Bozzoli e per gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye, che sono accusati di favoreggiamento non materiale, è stata chiesta l’archiviazione.

Proprio i due operai erano accusati di aver rilasciato dichiarazioni non vere su quanto sarebbe accaduto in fabbrica quella sera. Giacomo Bozzoli, anche per i rapporti tesi con lo zio, è ritenuto l’unico esecutore materiale di quello che la procura non esita a definire delitto. Anche se non sono mai stati trovati elementi sull’arma usata e sui resti dell’imprenditore.

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