Brescia, una svastica sull’insegna della sede delle Ong

E' stata notata mercoledì pomeriggio e poi cancellata. Un altro episodio simile avvenuto ai danni di un bar a Rezzato.

(red.) Svastiche e croci celtiche accompagnate da frasi di insulti pesanti e che richiamano al Ventennio fascista e al periodo nazista stanno sempre più facendo la loro comparsa in Italia da parte di qualche “nostalgico”. Una situazione preoccupante che ora vede finire, di nuovo, al centro anche il bresciano. L’altro giorno, mercoledì pomeriggio 19 febbraio, alla sede dello Svi in via Collebeato a Brescia e che ospita anche altre ong, si stava svolgendo l’appuntamento finale del servizio civile con decine di ragazzi tornati dall’estero.

Ma un’operatrice non ha potuto fare a meno di notare che sull’insegna era stata scritta, con un pennarello nero, una piccola svastica. E proprio tra i vari loghi delle associazioni che lì hanno la sede come la fondazione Sipec, Scaip e Medicus mundi. L’episodio, nella sua gravità, è stato subito segnalato ai carabinieri che ora indagano, partendo dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti sul posto. Appurato l’episodio, i militari hanno poi autorizzato a cancellare quel simbolo e portando la sede a “difendersi” con una bandiera della pace esposta all’esterno come vessillo.

E le indagini dovranno anche appurare se quella scritta sia riconducibile a un semplice, ma grave, gesto vandalico o addirittura di ispirazione politica. Non è la prima volta che questi episodi di razzismo e xenofobia accadono nel bresciano, come quello che era avvenuto ai danni di un bar a Rezzato. Tutto questo, proprio nei giorni in cui il parlamentare bresciano del Partito democratico Alfredo Bazoli ha presentato un’interrogazione al ministero dell’Interno per chiedere quali e quanti gruppi nel bresciano, aderenti compresi, sono legati agli ambienti dell’estrema destra.

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