Revenge porn, materiale hot condiviso dalle forze dell’ordine

Ci sarebbero battute e provocazioni tra agenti e militari sulle immagini di una 40enne bresciana e poi diffuse.

(red.) E’ della settimana precedente a martedì 18 febbraio la notizia, rilanciata dal Giornale di Brescia, di una donna bresciana di 40 anni che ha denunciato e portato a indagare tre persone per il reato di revenge porn. Infatti, secondo lei, questi tre soggetti sarebbero stati responsabili nella diffusione di fotografie e video a luci rosse che dovevano restare privati e che la donna aveva inviato a una persona con la quale aveva avuto un rapporto tempo addietro. Tra l’altro, materiale che ha varcato l’Italia e l’Europa, arrivando fino in Sudamerica con tanto di numero di cellulare della vittima e luogo di residenza.

E gli ultimi aggiornamenti, di cui dà notizia lo stesso quotidiano bresciano, è che quelle immagini sarebbero arrivate anche sui cellulari delle forze dell’ordine. E nessuno di loro avrebbe denunciato la situazione. Non solo, perché gli stessi militari e agenti avrebbero anche commentato con battute e provocazioni quegli scatti “hot”. Si parlerebbe di agenti attivi a Brescia e in altre parti del nord, centro e sud Italia.

Al momento la procura di Brescia, alla quale la 40enne si è rivolta, ha iscritto tre persone nel registro degli indagati, ma è arrivata anche una seconda denuncia che farebbe finire nei guai altre venti persone per aver diffuso quel materiale. Nel frattempo, alcuni dei militari e agenti coinvolti si sarebbero già proposti di essere sentiti dal magistrato per dare la loro versione dei fatti.

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