Investe e uccide ciclisti, resta in carcere dopo interrogatorio

Mirko Gianesini si è visto convalidare l'arresto. Ma nessun familiare si dice disposto a ospitarlo ai domiciliari.

(red.) Quella di ieri, martedì 17 dicembre, è stata una giornata dedicata all’interrogatorio di convalida dell’arresto di Mirko Gianesini, il 35enne bresciano di Verolanuova che si trova detenuto nel carcere di Canton Mombello dopo aver investito e ucciso due ciclisti cremonesi. Nell’istituto di pena, assistito dal proprio legale, l’uomo ha risposto alle domande del giudice Luca Tringali ribadendo quanto aveva già detto ai carabinieri al momento dell’arresto sabato scorso 14 dicembre. Ha rivelato che, mentre era alla guida della sua Volvo, sarebbe stato abbagliato dal Sole sulla strada tra Verolanuova e Pontevico e avrebbe visto solo all’ultimo i due ciclisti Francesco Bianchi di 70 anni e Gianfranco Vicardi di 67.

Ha anche detto di essersi fermato subito dopo aver capito di aver provocato l’incidente e di aver allertato i soccorsi. Nel frattempo avrebbe seguito le indicazioni di un operatore di Areu, ma per i due investiti non c’era ormai più nulla da fare. Ma sull’incidente certamente pesa la sua condizione psicofisica, visto che, sottoposto al test dell’alcol, aveva una concentrazione di oltre 1,8 grammi per litro, poi salita a 2 in ospedale. E quindi era arrivato l’arresto per il duplice omicidio stradale aggravato. E non è tutto, perché la vettura che stava guidando non era assicurata e nemmeno revisionata. A questo si aggiunge il fatto che l’uomo stesse vivendo in pessime condizioni economiche, tanto da non avere una casa e abitare di fatto nel proprio veicolo.

Dopo la convalida dell’arresto, l’uomo resta in carcere visto che nessuno dei familiari si è detto disposto a ospitarlo ai domiciliari. Motivo per il quale il suo avvocato cercherà qualche soluzione per fargli scontare la detenzione fuori dal carcere. Nel frattempo si attendono anche le consulenze tecniche sulla velocità del veicolo e la posizione dei due investiti. Di fronte all’ennesimo caso di ciclisti travolti, il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Brescia per chiedere di adeguare la segnaletica stradale a favore di chi si muove sulle due ruote.

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