Pavia, frode fiscale e caporalato: sequestri anche sul lago di Garda

Posti i sigilli ad alcuni immobili a Padenghe e Manerba, nel bresciano, a carico dell'uomo già ai domiciliari.

(red.) Nelle ore intorno a martedì 17 dicembre le Fiamme Gialle della Guardia di Finanza di Pavia hanno eseguito una serie di sequestri a carico di Giancarlo Bolondi, imprenditore attivo nella logistica e con la società “Premium Net” su decisione della Sezione misure di Prevenzione del tribunale di Milano. Il sequestro di 120 immobili è scattato tra le province di Milano, Lodi, Brescia, Torino, Genova e altre città. Bolondi è accusato di frodi fiscali e riciclaggio, ma anche di sfruttamento del lavoro e di caporalato nel settore del facchinaggio.

63 anni e residente in Svizzera, Bolondi sta già scontando gli arresti domiciliari perché dal 2012 al 2018 avrebbe operato attraverso un insieme di consorzi e cooperative per reclutare manodopera in condizioni da sfruttamento e approfittando del fatto che gli addetti avessero bisogno di lavoro. Un vero e proprio sistema, quello scoperto dalla magistratura, partito dalla provincia di Pavia e permettendo di collegare realtà pubbliche e private. Un sistema, quello del caporalato, che Bolondi avrebbe portato avanti dal 2009 anche tra la Lombardia e il Lazio evadendo le tasse e con un’attività per occultare la provenienza illecita dei profitti con la presenza di prestanome.

Tra questi guadagni, anche quelli connessi alle truffe ai danni del sistema previdenziale e il mancato pagamento ai dipendenti del tfr che secondo i giudici veniva investito in realtà immobiliari. Il sequestro chiesto e ottenuto dai magistrati riguarda conti correnti, una polizza assicurativa, immobili nella provincia di Brescia tra Padenghe e Manerba del Garda, oltre a Camogli nel genovese, Lodi, La Thuile (Aosta), Milano e in provincia di Torino.

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