Gioielliere aggredito, un’azione mirata contro di lui?

Gli inquirenti stanno esaminando il passato del commerciante e la sua attività chiusa per i troppi debiti.

(red.) E’ possibile che Giuseppe Gatta, il gioielliere aggredito a coltellate da un ladro nel proprio appartamento in via Cremona a Brescia, non fosse una vittima casuale del tentativo di rapina. I carabinieri della compagnia di Brescia che stanno indagando su quanto accaduto nei giorni precedenti a sabato 23 novembre stanno valutando e rafforzando anche questa ipotesi. Al momento l’uomo si trova da due giorni ricoverato in ospedale dopo aver riportato ferite alle braccia, uno zigomo fratturato e soprattutto un polmone perforato nella colluttazione avuta con il bandito. E’ riuscito a fornire qualche informazione ai militari confermando di essersi addormentato sul divano di casa e di aver sorpreso un ladro con il quale ha avuto una lite e mentre la moglie stava dormendo.

Poi è spuntato un coltello dalla cucina finito tra le mani del balordo che ha colpito il gioielliere prima di darsi alla fuga e subito dopo l’arrivo del figlio del commerciante dal piano inferiore. I militari stanno cercando di capire per quale motivo un ladro, se un semplice topo d’appartamento, abbia voluto ingaggiare uno scontro con un tentativo di uccidere Giuseppe Gatta e tra l’altro senza rubare nulla. A questo si aggiunge il fatto che l’episodio è avvenuto intorno alla mezzanotte, un orario strano per un possibile furto in casa che di solito avviene nel tardo pomeriggio quando le abitazioni sono vuote oppure in piena notte quando i proprietari stanno dormendo.

E su questo fronte si sta indagando anche sul passato del gioielliere. Per esempio, è emerso che l’attività di via Cavour aperta dal 1978 era stata chiusa nel settembre scorso per motivi economici. Infatti, pare che Gatta avesse debiti che non riusciva a onorare, ma anche una serie di crediti. Alcuni vicini di casa e anche chi conosce l’uomo proprio per il suo negozio in via Cavour dice che spesso il gioielliere parlava di alcuni rotoli di monili rimasti e con cui avrebbe ripagato i suoi debiti. E anche che alcuni clienti al suo negozio non arrivavano per un interesse nella merce esposta, ma per sistemare alcune situazioni. In ogni caso la famiglia del gioielliere è incensurata, ma l’ultimo recente passato del commerciante sarà valutato dagli inquirenti.

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