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Attentato sede Polgai, riaperta inchiesta su bombe

Ieri a processo affidato un incarico a un esperto di esplosivi per capire le analogie tra gli ordigni usati alla scuola di Brescia e la sede Lega di Treviso.

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(red.) Ieri, giovedì 19 settembre, in tribunale a Brescia si è tenuta un’altra udienza nell’ambito del processo sull’attentato davanti alla sede della scuola di Polizia PolGai di via Veneto nella notte tra il 17 e 18 dicembre 2015. Su quanto avvenuto avevano indagato la Digos e la procura risalendo al 38enne bresciano Manuel Oxoli e all’anarchico latitante spagnolo Juan Antonio Sorrache Fernandez di 42 anni. Nei mesi scorsi sull’attentato è stata riaperta l’inchiesta portando a capire come Sorrache fosse sceso in bicicletta da Pertica Alta, in Valsabbia, dove si era rifugiato, piazzando un esplosivo davanti alla sede di Villorba della Lega Nord a Treviso.

Nel maggio scorso il latitante e il bresciano vennero bloccati e la Polizia aveva trovato nei loro covi delle pentole a pressione uguali a quelle dei due attentati. E riaprendo l’inchiesta sullo scoppio alla PolGai, il tribunale di Brescia ha conferito un incarico a un esperto di esplosivi per capire le analogie trovate tra gli esplosivi scoperti a Pertica Alta e Marmentino. E il processo è stato aggiornato al 4 dicembre. Il 21 novembre, invece, tornerà in aula il bresciano Oxoli con l’accusa di aver favorito il latitante spagnolo.

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