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Padenghe, Corte Conti: assegni non incassati

Nel 2007 una società, poi fallita, aveva versato 160 mila euro come oneri di urbanizzazione, ma in Comune si sono dimenticati. Ora sette sono accusati.

(red.) E’ una vicenda particolare e che rischia di mettere nei guai il Comune di Padenghe sul Garda, nel bresciano. Come dà notizia Il Giorno, la procura regionale lombarda della Corte dei Conti accusa sette persone, di cui il sindaco attuale e quello di allora, di negligenza. Si parla di due assegni da 160 mila euro che nel 2007 la società Baia Srl, per il recupero di un’area nautica, aveva dato a favore del Comune come oneri di urbanizzazione. Titoli di pagamento che erano stati inseriti nella cassaforte, ma mai incassati perché si è dimenticato di farlo. E nel 2015, a distanza di otto anni, un’impiegata che stava cercando una serie di documenti si è imbattuta in quegli assegni sollevando la situazione.

A quel punto il sindaco Patrizia Avanzini aveva denunciato l’episodio cercando di incassare la somma, anche se è stato complicato e solo per la metà visto che la società nel frattempo è fallita. Di conseguenza il Comune ha potuto ricevere solo 80 mila euro. Ora la Corte dei Conti contesta il danno erariale dell’altra metà e mette sotto accusa il responsabile dell’ufficio tecnico in quel periodo, i sindaci Patrizia Avanzini e Giancarlo Allegri e quattro segretari comunali. Tutti ora si difendono parlando di condanne che sarebbero prescritte e per reati di cui dovrebbe rispondere solo l’autrice del malinteso nel 2007.

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