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Arresti Cimbergo, sindaco: “Agito per bene Comune“

Cinque in manette ai domiciliari, di cui primo cittadino, altri dieci con obbligo di firma. 26 in tutto gli indagati. Presunti appalti assegnati ad amici.

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(red.) Quella di ieri, lunedì 15 aprile, è stata un’altra giornata di reazioni per un Comune bresciano dopo gli arresti connessi ai presunti appalti pilotati. Si fa riferimento a quanto accaduto a Cimbergo, in Valcamonica, dove il sindaco Gian Bettino Polonioli, il consigliere comunale Stefano Polonioli, la moglie e responsabile dell’ufficio Tecnico Antonella Giuseppina Mottironi e due imprenditori – Giuseppina Lanzetti e Corrado Picinoli – sono finiti agli arresti domiciliari dopo la notifica da parte del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Brescia Lorenzo Benini e su inchiesta dei carabinieri di Breno.

Obbligo di firma, invece, per altri dieci, cioé imprenditori che avrebbero partecipato ai bandi solo per non lasciare spazio ad altre imprese, salvo poi ritirarsi dal percorso per consentire l’assegnazione all’azienda di turno già individuata prima della gara e che presentava un ribasso minimale. In tutto sono ventisei gli indagati per tre appalti contestati – tra il 2017 e il 2018 – riferiti alla riqualificazione energetica del municipio e alla messa in sicurezza di un torrente. E quello che emerge sarebbe un sistema, tanto che spesso dopo l’apertura del bando la gara veniva già completata dalla presenza di ditte in poco meno di un’ora e mezza, ma che poi lasciavano la corsa.

Il giudice nell’ordinanza sottolinea come due degli arrestati si siano giustificati con il “cosi fan tutti”, mentre il primo cittadino avrebbe rimproverato i dipendenti che gli segnalavano come giungevano le manifestazioni di interesse. Subito dopo la notizia, i cittadini di Cimbergo si sono divisi tra increduli, dispiaciuti, ma sono molti a difendere il sindaco che reputano un buon amministratore con la voglia di far lavorare le imprese del territorio. Anche lo stesso sindaco, che già più volte si era presentato alla procura di Brescia per rilasciare dichiarazioni spontanee, come prima reazione dice di aver agito per il bene del Comune e non per interesse personale.

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