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Incidenti mortali, a Brescia nasce un’intesa per azzerarli entro il 2050

Diverse le parti in causa per pianificare ogni attività con cui ridurre il più possibile l'incidentalità in provincia.

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(red.) Dal punto di vista degli incidenti stradali nel bresciano, l’ultimo anno reale da prendere in considerazione per ogni statistica è il 2019, visto che nel 2020 il lockdown ha ridotto per forza di cose la mobilità. E proprio nel 2019 sono state 81 le vittime della strada nella nostra provincia, un numero che purtroppo è tornato a salire. Proprio nel bresciano in questo senso è nata un’intesa, la prima del genere in Italia, per cercare di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2030 e azzerarlo entro il 2050.

Da ultima all’accordo ha aderito anche l’Aci di Brescia per un’intesa triennale promossa dalla prefettura di Brescia e che vede riuniti l’Università degli Studi, il tribunale, la Provincia, il Comune di Brescia, l’Associazione dei Comuni Bresciani e l’Anas. C’è la volontà di analizzare in modo continuo e approfondire i dati legati agli incidenti e anche di un maggiore coordinamento. Per questo motivo ogni ente si è posto dei compiti.

L’Università, utilizzando i dati dell’Osservatorio regionale, delle forze dell’ordine e degli enti titolari delle strade si occupa di studiare gli incidenti e capirne le cause, per fornire poi il materiale alla prefettura in condivisione con l’osservatorio provinciale sugli incidenti. Il tribunale di Brescia sarà chiamato a fornire gli estratti delle consulenze sugli incidenti, la città per i sinistri che si verificano sul territorio e gli enti per le altre strade in provincia anche in vista dei piani di manutenzione. Guardando proprio agli incidenti, la provincia di Brescia è seconda in Lombardia solo a Milano.

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