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“Basta veleni” prepara nuove iniziative

Chiede la chiusura della terza linea dell'inceneritore, il fermo delle discariche Inferno di Ghedi e Macogna e una moratoria per Montichiari.

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Basta veleni(red.) Domenica 10 aprile lo avevano annunciato durante la manifestazione “Basta veleni” che ha portato a Brescia oltre 10 mila persone. Hanno detto in coro che quel presidio sarebbe stato solo l’inizio e in effetti si tratta del prologo di una serie di iniziative che il comitato, da cui prende il nome, sta preparando e definirà durante un’assemblea pubblica. Le richieste sono precise. Si va dalla chiusura della terza linea del termovalorizzatore al fermo delle discariche Inferno di Ghedi e Macogna. Oltre a una moratoria per Montichiari dove sono già presenti undici discariche e se ne vuole aprire un’altra per smaltire l’amianto.
Al corteo di protesta per dire “stop ai veleni” c’erano anche diversi sindaci, compresi Emilio Del Bono di palazzo Loggia. E sembra che più di qualche primo cittadino sia d’accordo con le ragioni della protesta. Tra loro anche quello di Cazzago San Martino, che ha anticipato al comitato anti Macogna di voler presentare un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Brescia. Il tribunale di via Zima, infatti, non ha rilevato criticità nella cava.

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