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Acqua Brescia, Arpa riprende le analisi

Dopo un anno di fermo per la mancanza di risorse, l'agenzia ambientale ha ricevuto i fondi per continuare i controlli sulla falda acquifera.

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Falda Bs(red.) Era il 2015 quando l’Arpa di Brescia, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, svolgeva gli ultimi controlli sulla falda acquifera sotterranea della città. La campagna di monitoraggio era iniziata nel 2014, portando poi a una relazione che indicava come nell’acqua non diretta ai rubinetti dei bresciani – dato che quei controlli non spettano ad Arpa ma al gestore – ci fossero pcb, cromo VI e vari solventi. Un anno dopo, proprio nel 2015, l’Arpa aveva verificato tracce di inquinamento non solo alla Caffaro, Baratti e Forzanini, ma anche altre tre sorgenti. Si trattava del pozzo Benini all’Iveco, nella zona dell’Ideal Standard e vicino al depuratore di Verziano.
Ma su questi ultimi fronti le analisi si sono fermate per la mancanza di risorse. La notizia delle ultime ore precedenti a venerdì 1 aprile è la ripresa delle attività di monitoraggio nelle settimane successive. Sono arrivati, infatti, dopo una procedura burocratica, i 200 mila euro del ministero dell’Ambiente tramite la Regione Lombardia. Denaro che servirà a finanziare i nuovi controlli, ad approfondire le fonti di inquinamento e a portare l’Arpa a creare un modello definito per le acque. Di bonifiche, invece, non se ne parla.

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