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Frane bresciane, 4,1 milioni dalla Regione

Investimento annunciato dall'assessore Beccalossi. Intervento più oneroso in Valcamonica, tra Lozio, Gianico, Corteno Golgi e Sonico.

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Montagne Bs(red.) Una “pioggia” di denaro sulle montagne bresciane per risolvere varie frane e prevenire nuovi rischi idrogeologici. Lo ha annunciato mercoledì 30 marzo, dalla sede della Regione Lombardia a Brescia, in via Dalmazia, l’assessore all’Urbanistica e Difesa del Suolo Viviana Beccalossi. Si tratta di 4,1 milioni di euro nell’ambito dell’investimento da 15 milioni che sarà elargito dal 2016 al 2018 per ventinove progetti in tutta la Regione. Per quanto riguarda il bresciano, Vobarno riceverà 900 mila euro per ripristinare la situazione dopo i massi franati a febbraio dal monte Cingolo. Il dissesto ha provocato la chiusura della provinciale IV e di un bar che si trova lungo la traiettoria e che il sindaco Giuseppe Lancini, presente al Pirellino, intende far riaprire. Un altro intervento da 1 milione di euro sarà eseguito a Calvisano per costruire un canale tra i fiumi Garza e Chiese, opera attesa da tempo dai cittadini, evitando i frequenti allagamenti in paese.
La parte più consistente della somma arriverà in Valcamonica. 600 mila euro saranno destinati a Corteno Golgi per riprendere il collegamento con la frazione di Sant’Antonio isolata da gennaio per la caduta di due frane. Su questo fronte i lavori dovrebbero essere realizzati entro l’estate del 2016. Altri 700 mila euro raggiungeranno Lozio per proteggere la frazione di Villa e altrettanti arriveranno a Gianico per terminare le opere idrauliche sul torrente Re. Infine, 200 mila euro saranno dati a Sonico per la Val Rabbia dopo la frana del 2012. L’assessore ha anche sottolineato che la Regione non punterà solo sulle opere, ma anche sulla pianificazione. La nuova legge approvata l’8 marzo e di cui devono essere emessi i decreti attuativi prevede il divieto di costruire nuovi edifici accanto ai corsi d’acqua e di introdurre l’invarianza idraulica. In pratica, le nuove strutture non devono impedire all’acqua di raggiungere i fiumi. Per questo devono essere allestiti pozzi e superfici che possano assorbire.

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