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Strage Bosnia, “non l’ho ordinata io”

Hanefija Prijic detto "Paraga" venerdì 11 è stato interrogato sull'omicidio dei volontari bresciani che erano diretti a Gornji Vakuf nel 1993.

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Foto da Bresciaoggi

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(red.) Nel carcere di Canton Mombello a Brescia, dove si trova detenuto, venerdì 11 marzo Hanefija Prijic è stato interrogato dai pubblici ministeri Silvia Bonardi e Valeria Bolici. Si tratta del comandante “Paraga”, colui che secondo l’accusa, per la quale è stato già condannato a tredici anni, avrebbe ordinato l’omicidio del gruppo di volontari bresciani. Agostino Zanotti, Christian Penocchio, Sergio Lana, Guido Puletti e Fabio Moreni il 29 maggio del 1993 erano su due mezzi diretti in Bosnia per portare aiuti alle popolazioni colpite dalla guerra. Il loro convoglio venne poi fermato da un battaglione comandato da Prijic e i cinque erano poi stati fatti salire su un altro mezzo.
Pensavano di andare verso Gornji Vakuf dove erano diretti, invece, secondo la procura serba, finirono in una miniera dismessa. Lì “Paraga” avrebbe ordinato l’uccisione del gruppo, dal quale riuscirono a salvarsi solo Zanotti e Penocchio. Dopo quell’omicidio, la procura di Brescia aveva aperto un fascicolo, poi recuperato dalle due pm. Ma nell’interrogatorio, Prijic ha continuato a fornire la versione che aveva dato nel processo in Bosnia. Ha detto di non essere stato lui ad ordinare l’omicidio e nemmeno si sarebbe accorto di nulla, perché sarebbe stato il battaglione a colpirli. Al contrario, l’accusa bresciana ritiene che nessuno si potesse muovere senza l’ordine di “Paraga”. Le indagini vanno avanti e si procederà con la richiesta di un nuovo processo.

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