Montagna, boom di accessi ai rifugi

Nel 2015, migliore stagione, picchi fino al 40% in più. Strutture bresciane puntano sulla qualità e i servizi. Studio di Confesercenti e Assorifugi.

Foto di archivio

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(red.) I rifugi bresciani, quaranta in tutta la provincia, puntano sempre di più sulla qualità e migliore accessibilità ai servizi da parte degli utenti. Che raggiungono queste strutture non solo per riposarsi, ma anche godere del panorama, gustare piatti della tradizioni e informarsi sugli itinerari turistici in alta quota. Ai quaranta, in realtà, bisogna aggiungere altre dieci strutture non qualificate come “rifugi”. In ogni caso, la metà degli edifici di montagna di questo genere sono raggiungibili a piedi. In più, 8 su 10 hanno docce calde, la metà i posti per dormire, 7 su 10 i sacchi lenzuolo, ma solo tre permettono di pagare con il bancomat.
Infine, quindici strutture sono dotate di internet, ma solo per i titolari. Sono i numeri che fanno parte di uno studio commissionato da Confesercenti e Assorifugi. L’analisi dei dati identifica anche il 2015 come una stagione da record, con picchi fino al 40% in più di presenze. La lista di rifugi si arricchirà di altre strutture a Edolo. Con una curiosità da inserire nel panorama generale: gli escursionisti sono in numero superiore rispetto agli sciatori, ma secondo il direttore di Confesercenti Alessio Merigo si investe di più sui secondi.

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