Quantcast

Arresto Rizzi, si parla anche di Brescia

Due appalti contestati per gli ospedali di Iseo, Orzinuovi e Chiari nell'odontoiatrico. Il consigliere sarebbe stato corrotto da un'imprenditrice.

pirellone_regione_lombardia(red.) Ventuno arresti, di cui 9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con l’obbligo di firma, è il risultato dell’operazione “Smile” che martedì 16 febbraio ha fatto scattare le manette, tra gli altri, al consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi. Si parla di appalti pubblici legati alla sanità in Regione Lombardia, facendo aprire un nuovo “terremoto” giudiziario per un settore nel quale era stato arrestato anche l’ex vicepresidente e assessore Mario Mantovani. Secondo la procura di Monza che ha coordinato le indagini, poi sfociate nelle manette, ci sarebbe stato un sistema di appalti pilotati per l’odontoiatria, dirigenti pubblici condizionati e politici che avrebbero partecipato all’organizzazione. Tra loro c’è, appunto, Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità al Pirellone, braccio destro del governatore Roberto Maroni e autore della riforma sanitaria regionale. L’elenco degli altri arrestati vede anche Mario Valentino Longo, funzionario pubblico per l’odontoiatria e inserito nel gruppo di Rizzi.
L’inchiesta era partita nel 2014 sulla segnalazione di una componente del collegio sindacale dell’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate che aveva nutrito diversi dubbi sulla regolarità dell’affidamento di un appalto a varie società private. Secondo l’accusa, con questo sistema la presunta organizzazione avrebbe messo in moto 400 milioni di euro in due anni. A capo di tutto, sempre stando all’ordinanza del giudice di Monza, c’era l’imprenditrice Maria Paola Canegrati che, secondo le carte giudiziarie, amministrava varie società nel campo odontoiatrico e nel commercio del materiale del settore. Proprio lei, corrompendo Rizzi e Longo, li avrebbe portati a far affidare gli appalti a varie società private e avrebbe avuto contratti favorevoli per le sue società d’intesa con le strutture accreditate con il servizio sanitario nazionale. In più, secondo il giudice, la campagna elettorale di Fabio Rizzi, quando era in corsa alle elezioni regionali lombarde, sarebbe stata finanziata quasi per intero proprio da Canegrati.
Le accuse per tutti a vario titolo sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. L’inchiesta coinvolge in qualche modo anche il Bresciano nel momento in cui, nell’ordinanza, si parla delle strutture sanitarie di Leno, Esine, Salò, Iseo e Orzinuovi. In particolare, si fa luce su un appalto odontoiatrico per i presidi di Iseo, Orzinuovi e Chiari e su un secondo appalto per Orzinuovi. Restando nell’ambito bresciano, uno degli arrestati è il funzionario pubblico Piercarlo Marchetti residente a Padenghe del Garda dove ha sede una delle aziende coinvolte nell’indagine. Le conseguenze politiche dopo i fermi non si sono fatte attendere. Il governatore lombardo Roberto Maroni parla di “Regione parte offesa e per questo motivo ci costituiremo parte civile”. Le opposizioni, invece, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, stanno preparando una mozione di sfiducia contro la giunta per chiederne le dimissioni.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.