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Macogna, primi rilievi sulla discarica

Martedì 19 sono stati eseguiti i carotaggi per prelevare rifiuti dal sito sotto sequestro. Cazzago deve scrivere l'ordinanza per farli rimuovere.

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Macogna(red.) Nelle ore precedenti a mercoledì 20 gennaio sono iniziati i carotaggi alla discarica Macogna, nel bresciano, di proprietà della Drr. La cava nella quale sarebbero dovuti essere stati smaltiti 1,35 milioni di metri cubi di rifiuti inerti è sotto sequestro dopo la rilevazione, da parte dell’Arpa, di alcuni elementi chimici oltre i limiti di legge. La procura di Brescia ha disposto i test, eseguiti dai tecnici alla presenza di periti, legali di parte, dei carabinieri e del direttore della discarica. Erano stati i residenti tra i paesi di Berlingo e Cazzago San Martino, riuniti in un comitato spontaneo, a sottolineare la presenza di indicatori nei rifiuti stoccati fino a quel momento e oltre ogni parametro. Ma i dati rilevati da un laboratorio privato non venivano considerati a livelli di legge, anche se sostenuti da quelli compiuti dall’agenzia regionale per l’ambiente.
Nella parte dove sono stati depositati i rifiuti, prima che la procura disponesse il sequestro, sono state eseguite tre buche in punti diversi. Poi si è proceduto con il prelevare alcuni campioni di rifiuti che saranno analizzati in laboratorio. Dal punto di vista amministrativo, la Provincia di Brescia che aveva autorizzato lo stoccaggio ha diffidato la Drr perché non avrebbe rispettato le indicazioni previste nell’appalto. Ha poi affidato al Comune di Cazzago la redazione di un’ordinanza con cui intimare i gestori della discarica di rimuovere il materiale stoccato nel momento in cui arriveranno i risultati. Una decisione criticata dall’ente locale perché dovrà sostenere spese legali per affidarsi ad avvocati con cui stilare un provvedimento non impugnabile agli organi giudiziari.

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