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Valcamonica colpita dalle frane

Sant'Antonio di Corteno Golgi è ancora isolato. Situazione monitorata a Braone e Malonno. Mercoledì 13 arrivano i tecnici dello Ster lombardo.

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Frana(red.) Una parte della Valcamonica, nel bresciano, è tenuta sotto scacco da una serie di frane che si sono verificate nei giorni precedenti a mercoledì 13 gennaio. La più grave era avvenuta nella notte di sabato 9 al borgo di Sant’Antonio a Corteno Golgi che risulta ancora isolato. Su questa zona erano piombati diversi massi, alcuni grandi anche come auto, finiti poi sull’unica strada che collega al paese. Non si erano registrati feriti, mentre sette residenti, tutti ultrasettantenni, hanno preferito restare sul posto contando sulla scorta di provviste. Il sindaco Martino Martinotta ha firmato il decreto di chiusura della strada che risulta bloccata agli automobilisti e percorribile solo dai mezzi di soccorso nel caso di bisogno per i residenti. Mercoledì 13 dovrebbero iniziare i lavori, della durata di alcuni giorni, per ripristinare la circolazione. La frana, intanto, continua a essere monitorata dai geologi, mentre il comitato organizzatore della festa patronale di Sant’Antonio ha deciso di rinviare a data da destinarsi la rassegna prevista in paese sabato 16.
Il secondo movimento di terra era avvenuto in via Sommavilla a Braone nella serata di lunedì 11 quando tre massi sono finiti sulla strada, a pochi metri dalle abitazioni. Due famiglie residenti sul posto erano state sgomberate, ma poi fatte rientrare dopo una notte passata fuori casa. La strada, che era stata chiusa per precauzione, è poi stata riaperta. L’ultima situazione preoccupante è quella di Malonno dove martedì 12 due massi si sono staccati dal costone finendo nella frazione di Loritto. La via di accesso da Brescia resta chiusa, mentre si può percorrere la strada di Edolo per arrivare e partire dal quartiere di Malonno. Mercoledì 13 sono attesi in Valcamonica alcuni tecnici dello Ster regionale per verificare la situazione e mettere in campo un progetto di messa in sicurezza che sarà sviluppato nei mesi successivi. A causare le frane è stato un mix meteorologico, tra le abbondanti piogge dopo un lungo periodo di siccità e l’abbassamento delle temperature che ha reso le montagne più fragili.

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