Ghirardini, mistero su incontro con operaio

L'addetto della Bozzoli trovato morto il 18 ottobre avrebbe visto un collega la sera prima di sparire. Entro venerdì 15 azienda torna al lavoro.

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Ghirardini(red.) Giuseppe Ghirardini, l’operaio trovato morto il 18 ottobre a Ponte di Legno, nel bresciano e legato alla vicenda della scomparsa dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli, ha incontrato un collega prima del decesso? L’episodio, riportato da Bresciaoggi, è stato segnalato alla procura di Brescia che a questo punto ha nuovi elementi nell’inchiesta in corso per capire cosa ci sia dietro la misteriosa sparizione del datore di lavoro. Dal punto di vista delle indagini, i carabinieri della Scientifica stanno continuando con l’inventario delle scorie già analizzate e quelle ancora da verificare da parte dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. I sacchi residui da valutare saranno spostati tra due capannoni nel bresciano e in provincia di Milano per consentire all’azienda di tornare al lavoro. Il sostituto procuratore Alberto Rossi, che guida il fascicolo dopo la scomparsa da quell’8 ottobre, ha annunciato che probabilmente entro venerdì 15 gennaio firmerà il provvedimento di dissequestro della fonderia. Ma si vuole valutare anche il nuovo elemento a proposito di Ghirardini.
Nel periodo natalizio è arrivata in Italia dal Brasile l’ex moglie, già sentita dal magistrato come persona informata dei fatti. Ha detto di non ritenere plausibile la pista del suicidio, al contrario di quanto ipotizza proprio la procura. Ma sarebbe stato riferito anche di un incontro, la sera precedente alla scomparsa dell’operaio, avuto con un collega, sembra con uno degli indagati. E il fatto che le due persone non si frequentassero abitualmente getta qualche mistero sulla sparizione e conseguente morte del dipendente. Per quanto riguarda le fasi successive dell’indagine, vanno avanti i controlli sulle scorie per trovare possibili tracce di Mario Bozzoli. In seguito, quando e se ci saranno dettagli evidenti, saranno fissati gli interrogatori con Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti del datore di lavoro e indagati con gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye. Tutti con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere.

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