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Macogna, presidio dei contrari al Broletto

Lunedì 14 gli attivisti del comitato hanno chiesto alla Provincia di revocare l'autorizzazione alla discarica. "La diffida non è sufficiente".

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Foto da Bresciaoggi

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(red.) La diffida non è sufficiente e non interessano altri incontri con funzionari delegati. La richiesta è solo una, quella di revocare l’autorizzazione alla discarica Macogna, presente tra i Comuni bresciani di Cazzago San Martino, Berlingo, Rovato e Travagliato. Questo è il messaggio lanciato lunedì pomeriggio 14 dicembre da oltre una decina di persone, tra attivisti del comitato dei contrari e residenti, in un presidio di protesta nel cortile di palazzo Broletto, sede della Provincia. Proprio da qui, nel luglio del 2013, era partita l’autorizzazione alla Drr per stoccare fino a 1,3 milioni di metri cubi di rifiuti non pericolosi.
Ma la scoperta di alcuni elementi chimici, con limiti fuori legge, rilevati dall’Arpa, hanno indotto la procura di Brescia a sequestrare la cava e fermare il trasporto di altri materiali, aspettando tutti gli accertamenti giudiziari. Dalla provincia era arrivata una diffida verso la Drr perché non avrebbe rispettato le indicazioni previste nel contratto d’appalto. Ma l’atto non è sufficiente secondo il comitato “No Macogna”. Ha chiesto a gran voce che si cancelli l’autorizzazione e si metta la parola fine sulla cava.

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